Maculopatia, cos’è e come si può curare?

La degenerazione maculare senile, altrimenti nota anche come maculopatia, è una patologia degenerativa che riguarda l’area centrale della retina, altresì detta macula, e che colpisce persone la cui età è solitamente superiore ai 55 anni.

Cerchiamo di andare più a fondo e di capire nel dettaglio che cosa sia questo disturbo, perché nasca, quali sintomi presenti e in che modo possa essere curato.

Che cos’è la maculopatia: cause e sintomi

Nella società moderna, post-industrializzazione, la maculopatia rappresenta la più diffusa e importante causa di grave danno visivo nella popolazione adulta.

Modellino di gomma dell'interno di un occhio
Immagine | Unsplash @HarpreetSingh – Saluteweb.it

La degenerazione maculare senile può essere infatti considerata come la principale responsabile di circa due terzi delle invalidità visive attualmente presenti sulla Terra, motivo per cui è molto importante conoscere più nel dettaglio questo disturbo, così da sapere quali rimedi provare a mettere in campo per migliorare la propria qualità di vita.

Fortunatamente, lo studio e lo sviluppo di diverse terapie nel corso dell’ultimo decennio hanno permesso di ridurre l’incidenza della maculopatia, tanto che oggi è possibile prevenire l’evoluzione di questo disturbo in invalidità visiva in ben il 50% dei casi.

Ciò non significa però che la degenerazione maculare senile sia sparita. Anzi, come anticipato in precedenza, essa resta parecchio diffusa.

Molto difficile rimane anche identificare la sua causa scatenante, così come avviene per tutte le patologie degenerative.

Possibile è però identificare alcuni fattori di rischio comuni, riconducibili a caratteristiche fisiche, oculari e sistemiche precise o anche comportamentali.

Parliamo di fattori che accrescono in maniera considerevole le possibilità di sviluppare la maculopatia.

Quali? Innanzitutto, l’età, principale fattore di rischio, seguito poi dalla familiarità per degenerazione maculare correlata all’età, da una condizione di ipertensione arteriosa, obesità e malattie cardio-vascolari.

Altro elemento che può aumentare le possibilità di sviluppo della maculopatia è il fumo di sigaretta.

Per quanto riguarda i sintomi più comuni, solitamente la degenerazione maculare senile fa il suo esordio attraverso un calo visivo, il quale viene facilmente riscontrato soprattutto attraverso l’azione della lettura, che diventa più difficoltosa.

Il calo visivo può essere poi lentamente progressivo (una condizione che si verifica soprattutto nella forma atrofica, ndr), rapidamente progressivo o improvviso (tipico nella forma neovascolare, ndr).

Altro sintomo da non sottovalutare è la presenza di una visione distorta, ovvero quando si iniziano a leggere come storte delle linee invece dritte.

Nelle forme più avanzate di maculopatia, la visione centrale risulta poi gravemente compromessa e si finisce spesso con l’avere la costante sensazione di vedere una macchia fissa al centro del proprio perimetro visivo (resta però possibile vedere gli oggetti ai margini della macchia centrale, ndr).

In alcuni casi, può anche accadere che non si avverta alcun sintomo, in quanto il difetto visivo presente nell’occhio affetto da degenerazione maculare senile viene compensato dall’occhio sano.

In linea generale, è possibile distinguere tre tipologie differenti di maculopatia.

La prima è la maculopatia iniziale, la seconda è la maculopatia atrofica (o secca) e la terza è la maculopatia essudativa (umida o neovascolare, ndr). Forme che vanno dalla meno grave alla più sviluppata.

Prevenzione e cure

Come anticipato in precedenza, tra i fattori di rischio principali legati alla degenerazione maculare senile ci sono la predisposizione genetica e la familiarità per la malattia, oltre che l’età.

Si tratta di tre fattori impossibili da prevenire, motivo per cui è fondamentale agire invece sui fattori sui quali si può realmente incidere. Quelli che si possono modificare.

Fascio di luce evidenzia un occhio nel buio
Immagine | Unsplash @Brands&People – Saluteweb.it

Diventa quindi essenziale smettere di fumare tabacco, cattiva abitudine che può moltiplicare fino a tre volte il rischio di sviluppare la maculopatia.

Altrettanto importante è moderare il consumo di alcolici, in quanto un eventuale loro abuso costituisce un altro fattore di rischio da non sottovalutare.

Da curare è poi anche la propria dieta.

Uno studio clinico controllato AREDS ha dimostrato che a ridurre il rischio di insorgenza di degenerazione maculare senile avanzata nel secondo occhio, in persone già affette da tale disturbo in un primo occhio, può essere l’implementazione dietetica con elevate dosi di antiossidanti, come la vitamina C, la vitamina E, il beta-carotene, lo zinco e il rame.

Per questo, diversi esperti consigliano una dieta ricca di vegetali verdi e di frutta secca, alimenti potenzialmente in grado di incrementare anche il pigmento maculare, senza provocare effetti collaterali.

Non solo. Una costante assunzione nella propria dieta di acidi grassi polinsaturi, come gli omega-3 presenti nell’olio del pesce, potrebbe anche svolgere un ruolo protettivo.

Curare la dieta riduce poi il rischio di obesità, altro fattore che può facilitare l’emergere della maculopatia.

Il controllo del peso, oltre a quello della pressione arteriosa e delle patologie cardiovascolari, risulta quindi altamente raccomandabile, così come anche l’uso di occhiali da sole con protezione totale (100%) dai raggi ultravioletti.

Anche l’esposizione alla luce solare può provocare danni e deve quindi essere prevenuta.

Molto importante in termini di prevenzione, infine, è anche la cosiddetta prevenzione secondaria.

Essa corrisponde essenzialmente alla diagnosi precoce, la quale permette di conseguire risultati funzionali migliori, grazie a un tempestivo trattamento dei primi disturbi.

Per questo, in presenza di sintomi correlati alla maculopatia, è sempre doveroso rivolgersi prontamente a un medico oculista.

Egli, attraverso una visita oculistica completa, potrà così operare una valutazione professionale e capire se ci si trovi davvero in presenza di una condizione di degenerazione maculare senile.

Tra gli esami utili per determinare la presenza di maculopatia rientrano una valutazione del segmento oculare anteriore e un esame del fundus oculi in midriasi, ovvero con dilatazione della pupilla.

Alcuni esami specifici che potrebbero poi essere prescritti dall’oculista a fine visita sono: un’angiografia retinica a fluorescenza, un’angiografia retinica con verde indocianina e una tomografia ottica coerenza (detta anche OCT, ndr).

Passando alle cure, è necessario specificare come ad oggi non esista ancora una terapia efficace per contrastare la maculopatia iniziale e tantomeno la maculopatia avanzata atrofica.

A essere trattata con successo è invece la maculopatia essudativa (solitamente responsabile dei danni visivi peggiori, ndr), grazie all’utilizzo di farmaci anti-VEGF, capaci di bloccare uno dei più importanti fattori che porta all’insorgenza della malattia e alla sua alimentazione nel tempo.

Questa cura specifica viene somministrata per mezzo di iniezioni intraoculari, le quali devono poi essere ripetute nel tempo, in base ai singoli casi.

La terapia laser e la terapia fotodinamica possono poi essere combinate proprio con i farmaci anti-VEGF.

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