La crema solare resta uno strumento fondamentale nella prevenzione dei tumori cutanei, ma secondo gli specialisti non basta da sola e, se utilizzata in modo scorretto, può persino favorire comportamenti più rischiosi. È il cosiddetto “paradosso della crema solare”, al centro della nuova campagna “Vestiti di Prevenzione” promossa dalla Fondazione Melanoma in vista della Giornata nazionale dedicata al melanoma del 2 maggio. Il messaggio è chiaro: la prima barriera contro i raggi UV non è la crema, ma l’abbigliamento.
Melanoma in crescita: quasi 9 casi su 10 legati ai raggi UV
Il melanoma è il tumore della pelle più aggressivo e in Italia la sua incidenza è più che raddoppiata negli ultimi vent’anni, passando da circa 6 mila casi annui nel 2004 a oltre 15 mila. Secondo gli oncologi, quasi il 90% dei casi è associato a un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti.
Come ricorda Paolo Ascierto, oncologo e presidente della Fondazione Melanoma, basta una scottatura importante ogni due anni per triplicare il rischio di melanoma. E il pericolo non riguarda solo l’estate: i raggi UV possono danneggiare la pelle da metà marzo a metà ottobre, anche con cielo nuvoloso o temperature miti.
Il falso senso di sicurezza della crema solare
A rafforzare l’allarme è una ricerca della McGill University, che ha analizzato il comportamento di chi usa abitualmente filtri solari. I risultati mostrano che molte persone tendono a esporsi più a lungo al sole proprio perché si sentono protette dalla crema, salvo poi applicarla in quantità insufficienti o senza riapplicarla correttamente durante la giornata.
Secondo gli studiosi, questo comportamento può trasformare la protezione in un’illusione pericolosa: non è la crema ad aumentare il rischio, ma l’uso scorretto associato a una maggiore esposizione. In altre parole, la crema solare non deve diventare una “licenza per restare al sole più a lungo”.
Gli specialisti ricordano inoltre che l’abbigliamento offre una protezione più costante: non si dissolve con il sudore, non richiede riapplicazioni e protegge in modo continuo le aree coperte.
I 5 consigli degli oncologi per proteggersi davvero dal sole
Per ridurre il rischio melanoma, la Fondazione Melanoma invita a considerare l’abbigliamento come un vero strumento di prevenzione quotidiana. Tra i consigli principali figura quello di scegliere camicie a maniche lunghe e pantaloni leggeri in tessuti traspiranti come lino o cotone, capaci di coprire senza aumentare il calore percepito.
Anche il colore dei vestiti conta: i tessuti scuri o dai colori intensi proteggono meglio dai raggi UV rispetto al bianco o ai toni chiari, assorbendo maggiormente le radiazioni. Importante poi proteggere occhi e contorno occhi con occhiali da sole certificati e avvolgenti, capaci di schermare anche i raggi riflessi lateralmente.
Gli esperti raccomandano inoltre l’uso di cappelli a tesa larga, utili per proteggere zone spesso trascurate come nuca, orecchie e cuoio capelluto, e di preferire, quando possibile, capi con certificazione UPF (Ultraviolet Protection Factor): un indumento UPF 50+ blocca fino al 98% dei raggi ultravioletti.
Il messaggio finale degli oncologi è netto: la crema solare resta essenziale, ma va considerata come complemento — non sostituto — delle altre misure di protezione.

