Occhi gonfi, starnuti continui, naso chiuso anche in casa: per milioni di italiani non è solo una sensazione. La primavera 2026 si sta rivelando una delle stagioni peggiori degli ultimi anni per chi soffre di allergie ai pollini, con un aumento del rischio di crisi allergiche del 25% rispetto alla media dell’ultimo decennio. A incidere è una stagione pollinica sempre più lunga, intensa e precoce, favorita dal cambiamento climatico e dall’aumento delle temperature.
Perché quest’anno le allergie sono più forti del solito
Secondo i dati dei centri di monitoraggio pollinico, la stagione delle allergie si è allungata di oltre 45 giorni rispetto a vent’anni fa: inizia circa 25 giorni prima in primavera e termina fino a 20 giorni più tardi in autunno. L’effetto combinato di temperature più alte e maggior concentrazione di CO2 nell’atmosfera spinge infatti le piante a fiorire prima, più a lungo e con quantità maggiori di polline.
In Italia si stima che siano circa 9 milioni le persone allergiche ai pollini: quasi un cittadino su sette. E per molti, quest’anno, i sintomi risultano più intensi e difficili da controllare rispetto alle stagioni precedenti.
I pollini più attivi in questo periodo e quando i sintomi peggiorano
La gravità dei sintomi dipende anche dal tipo di polline prevalente nella propria area geografica. Al Nord continua la presenza della betulla, che dopo il picco di metà aprile mantiene ancora concentrazioni residue significative. Ma la protagonista assoluta della stagione resta la famiglia delle graminacee, il polline più diffuso in Italia, destinato a raggiungere il massimo tra maggio e giugno.
Nel Centro-Sud e lungo le coste domina invece la parietaria, tra gli allergeni più persistenti: la sua pollinazione può durare da marzo fino a ottobre, rendendola una presenza quasi costante per chi vive nelle grandi città del Mediterraneo.
Gli esperti sottolineano inoltre che il polline raggiunge le concentrazioni più elevate nelle prime ore del mattino, tra le 8 e le 13, soprattutto nelle giornate secche e ventose. Al contrario, il momento migliore per uscire o praticare attività fisica è il tardo pomeriggio o subito dopo una pioggia, quando l’aria è più pulita.
Le strategie più efficaci per ridurre i sintomi
Gestire le allergie non significa solo assumere farmaci, ma anche modificare alcune abitudini quotidiane. Tra i comportamenti più utili indicati dagli specialisti ci sono il lavaggio nasale serale con soluzione fisiologica, per eliminare il polline accumulato durante il giorno, e la doccia con cambio di vestiti appena rientrati a casa, per evitare di portare gli allergeni su capelli, pelle e tessuti.
Fondamentale anche mantenere le finestre chiuse nelle ore centrali della mattina, privilegiando il ricambio d’aria nel tardo pomeriggio, e consultare regolarmente il bollettino pollinico regionale, disponibile tramite le app delle Arpa locali.
Sul fronte farmacologico, allergologi e pneumologi raccomandano un approccio preventivo: iniziare l’antistaminico 3-4 settimane prima del picco pollinico, anziché aspettare la comparsa dei sintomi, può ridurne l’intensità fino al 60%.
Infine, un promemoria utile: i farmaci antistaminici prescritti dal medico rientrano tra le spese sanitarie detraibili al 19% nella dichiarazione dei redditi, purché si conservino gli scontrini parlanti della farmacia.

