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Vaccino anti-HPV, studio svedese conferma protezione dai tumori per almeno 18 anni

Redazione Saluteweb by Redazione Saluteweb
26 Febbraio 2026
in Notizie
4 tumori su 10 sono evitabili

4 tumori su 10 sono evitabili | Pixabay @nopparit - Saluteweb

Roma, 26 febbraio 2026 – Uno studio di ampia portata pubblicato sul British Medical Journal e coordinato dal prestigioso Karolinska Institutet di Stoccolma conferma che la vaccinazione contro il Papillomavirus umano (HPV) offre una protezione duratura contro il cancro della cervice uterina e altre neoplasie correlate per almeno 18 anni. Questa ricerca rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro uno dei tumori più frequenti nelle donne a livello globale.

Protezione a lungo termine dai tumori confermata dallo studio svedese

L’analisi, che ha coinvolto donne nate in Svezia tra il 1985 e il 2001 e vaccinate a partire dal 2006, ha mostrato una significativa riduzione del rischio di sviluppare il tumore cervicale nelle donne vaccinate. Nel dettaglio, la vaccinazione somministrata prima dei 17 anni riduce il rischio di cancro del 79%, mantenendo un’efficacia stabile nel tempo senza evidenze di diminuzione della protezione.

Anche le donne vaccinate dopo i 17 anni beneficiano di una riduzione media del rischio del 27%, con un miglioramento dell’efficacia che raggiunge il 77% dopo 13-15 anni dalla vaccinazione. Questi dati supportano le strategie globali per l’eliminazione del cancro cervicale attraverso una copertura vaccinale elevata, soprattutto nelle fasce di età più giovani.

HPV, infezione e prevenzione: un quadro aggiornato

L’HPV è un virus a DNA che si trasmette prevalentemente per via sessuale e può causare varie lesioni benigne e maligne, soprattutto nella regione anogenitale. I tipi oncogeni di HPV, in particolare i ceppi 16 e 18, sono responsabili di oltre il 70% dei casi di carcinoma della cervice uterina.

L’infezione è molto comune: si stima che fino all’80% delle donne sessualmente attive si infetti almeno una volta nella vita. La maggior parte delle infezioni è transitoria e asintomatica, ma la persistenza di ceppi ad alto rischio può evolvere in tumori, spesso dopo un lungo periodo di latenza che può superare i 20 anni.

La prevenzione primaria si basa sulla vaccinazione, raccomandata in Italia a partire dagli 11 anni per ragazze e ragazzi, con vaccini bivalenti, quadrivalenti o nonavalenti che coprono dai 2 ai 9 tipi di HPV. Questi vaccini, privi di materiale genetico virale, stimolano una risposta immunitaria sicura ed efficace, proteggendo dalla maggior parte delle infezioni oncogeniche.

La prevenzione secondaria, invece, prevede screening regolari tramite Pap test e test HPV, strumenti fondamentali per individuare tempestivamente lesioni precancerose e intervenire prima che progrediscano.

Questi risultati rafforzano l’importanza della vaccinazione precoce e degli screening regolari come strategie essenziali per ridurre significativamente l’incidenza dei tumori correlati all’HPV e migliorare la salute pubblica.

Redazione Saluteweb

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