Dopo pasti abbondanti, come quelli delle recenti festività, molti sperimentano sonnolenza. Non si tratta di un difetto o di un problema digestivo: la combinazione di cibi ricchi di carboidrati e grassi, il consumo di alcol e orari irregolari può causare torpore e interferire temporaneamente con il ciclo sonno-veglia. Assopirsi per qualche minuto dopo mangiato è considerato normale. Tuttavia, se la sonnolenza diventa marcata o si accompagna a altri sintomi, è consigliabile parlarne con un medico. Gli esperti del portale ‘Dottore ma è vero che…?’, della Fnomceo, ricordano che si tratta di un fenomeno fisiologico, ma che va monitorato in caso di intensità e persistenza.
Sfatiamo il mito della digestione
Molti pensano che il sonno postprandiale sia dovuto al flusso sanguigno diretto allo stomaco. In realtà, spiegano i medici, questa convinzione è infondata: se fosse vera, ci sentiremmo assonnati anche durante l’attività fisica, quando il sangue raggiunge principalmente i muscoli. A influire sul torpore pomeridiano sono invece i ritmi circadiani, ossia le oscillazioni naturali di temperatura corporea, ormoni e metabolismo nell’arco delle 24 ore, con un rallentamento fisiologico dopo il picco mattutino. Intervengono anche il tempo trascorso da svegli, il rallentamento delle funzioni cognitive e le variazioni ormonali, come il calo degli ormoni legati allo stato di allerta e l’aumento di melatonina e serotonina, che favoriscono il sonno.
Quando la sonnolenza può indicare problemi di salute
Una leggera sonnolenza dopo i pasti è normale, ma se è intensa e accompagnata da nausea, vertigini o difficoltà di concentrazione, è opportuno rivolgersi al medico di base. Può essere il segnale di condizioni come diabete, ipotiroidismo, anemia o disturbi digestivi. In particolare, la carenza di ferro può peggiorare la qualità del sonno notturno e provocare crampi o sindrome delle gambe senza riposo. Anche l’alcol contribuisce a far sentire più stanchi, sebbene comprometta il sonno notturno. Per questo motivo, i medici raccomandano di non eccedere con aperitivi o amari durante i pasti, e sottolineano che il brindisi con i bambini dovrebbe essere simbolico, senza far loro assaggiare alcolici.
L’alimentazione influisce sulla sonnolenza postprandiale
Secondo gli esperti, i pasti ricchi di grassi saturi (fritture, formaggi stagionati, carni rosse) e carboidrati raffinati (pane, dolci, succhi) possono aumentare la sonnolenza perché provocano picchi rapidi di glicemia. Alcuni alimenti, come pomodori, banane e uova, contengono melatonina, l’ormone che regola il sonno, ma perché abbiano effetto servirebbero quantità molto elevate. Le diete a base vegetale sembrano ridurre l’incidenza del torpore postprandiale rispetto a quelle ricche di prodotti animali.
Strategie pratiche per restare svegli dopo i pasti
Per limitare il rischio di addormentarsi subito dopo il dessert, è utile dosare i condimenti, consumare porzioni moderate e assumere i pasti con calma, senza fretta né abbuffate. Bere acqua durante i pasti mantiene idratati e riduce la stanchezza, mentre un eccesso di caffè può interferire con il sonno serale. Anche una breve camminata di quindici minuti aiuta la digestione e previene gonfiori o gas intestinali.
Sonno di qualità e attività fisica: la prevenzione della stanchezza
Gli esperti ricordano che, non solo durante le feste, è fondamentale curare la qualità e la durata del sonno e praticare regolarmente esercizio fisico. In presenza di sonnolenza, inoltre, è importante evitare attività pericolose, come mettersi alla guida, per prevenire incidenti e mantenere il benessere generale.
