Si può ereditare un trauma? La risposta risiede nel DNA

La scienza sta iniziando a considerare che, oltre a portare con noi i nostri ricordi personali, portiamo anche le ferite psicologiche dei nostri antenati.

Nel nucleo stesso delle nostre cellule e nel DNA stesso, è probabile che si nascondano i segreti dei traumi vissuti dai nostri avi: ricerche recenti, come quelle sulle famiglie di sopravvissuti all’Olocausto, indicano che le esperienze traumatiche possono effettivamente lasciare un’impronta genetica che si trasmette di generazione in generazione.

Questa scoperta pone dunque delle domande fondamentali: siamo destinati a rivivere i traumi dei nostri antenati? Possiamo una volta per tutte liberarci dall’eredità di sofferenza che non abbiamo scelto?

La scoperta epigenetica dell’eredità dei traumi

L’epigenetica – un campo della biologia che studia come l’ambiente e le esperienze possano influenzare l’espressione genetica senza alterare il codice genetico stesso – in questo contesto ha ricercato l’impatto intergenerazionale dei traumi.

Ragazza durante una seduta dallo psicologo
Immagine | Pixabay @demaerre – Saluteweb.it

Un esempio significativo è lo studio condotto nel 2020 sui discendenti dei sopravvissuti all’Olocausto, il quale mostra modifiche nell’espressione genetica correlate allo stress.

Questi risultati suggeriscono che i traumi di una generazione potrebbero effettivamente stamparsi sul DNA, andando a influenzare le reazioni e le predisposizioni delle generazioni successive.

Nonostante questi progressi, gli scienziati come la Dr.ssa Rachel Yehuda sottolineano che c’è ancora molto da scoprire.

La complessità delle interazioni tra genetica, ambiente e esperienze personali rende difficile stabilire cause dirette.

Gli studi sull’epigenetica offrono correlazioni, ma non necessariamente causalità: questo significa che, mentre possiamo osservare cambiamenti nell’espressione genetica, la piena comprensione dei meccanismi di trasmissione e delle loro implicazioni è ancora lontana.

Secondo la Dr.ssa Sophie Isobel i traumi cosiddetti transgenerazionali sono influenzati da un insieme di fattori che includono comportamenti, fattori socioculturali, esposizione a eventi, fattori biologici, genetica ed epigenetica.

Questa visione multidisciplinare aiuta a comprendere che il trauma è un fenomeno complesso, che ha radici sia nella storia personale che in quella collettiva, e che i suoi effetti possono estendersi ben oltre l’individuo direttamente colpito.

La ricerca apre comunque nuove prospettive sulla comprensione di fenomeni storici e sociali: ad esempio considerare l’impatto dei traumi nei contesti di guerra e conflitto può aiutare a comprendere meglio le dinamiche sociali e psicologiche che si perpetuano attraverso le generazioni.

Sul piano individuale, questa consapevolezza potrebbe portare a nuovi approcci nella terapia e nel supporto psicologico, considerando non solo le esperienze personali ma anche il contesto generazionale e storico dell’individuo.

Ma possiamo intervenire su questi pattern epigenetici? E la consapevolezza del trauma transgenerazionale può portare a un cambiamento nella nostra reazione? Se si trovassero delle risposte a queste domande non solo potrebbe aiutare a comprendere meglio la nostra storia e noi stessi, ma anche a forgiare un futuro in cui i traumi non determinino il nostro destino.

La possibile ereditarietà dei traumi transgenerazionali apre un capitolo intrigante nella comprensione della psiche umana e della sua relazione con la genetica.

Resta chiaro che il nostro passato, nelle sue molteplici forme, gioca un ruolo significativo nel modellare chi siamo, a prescindere da questi studi.

Con questa consapevolezza, possiamo avvicinarci a una comprensione più profonda di noi stessi e delle generazioni che ci hanno preceduto.

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