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Home Alimentazione

Pesto alla genovese: valori nutrizionali e proprietà benefiche

Lorenzo Rotella by Lorenzo Rotella
23 Febbraio 2023
in Alimentazione
Pesto alla genovese

Immagine | Pixabay @Nutrifanzine

Sono stati ritirati diversi barattoli dalla catena di supermercati Esselunga, per il rischio che possano essere stati infettati dal batterio della salmonella. Il pesto alla genovese distribuito in un lotto specifico – pr 01/02/2023 con marchio di stabilimento It 1184 S CE – è in confezioni da 14 grammi con scadenza al 22 febbraio. Ma a parte questo caso unico, la certezza è un’altra: il pesto alla genovese è un condimento ricco di energia e di proprietà nutritive e benefiche per la salute.

Basilico pesto alla genovese
Immagine | Pixabay @ka_re

Il pesto alla genovese: le origini

La componente fondamentale del pesto alla genovese è il basilico, pianta di origine araba. Il nome botanico è “Ocimum basilicum”, che letteralmente significa “erba regale”. Da inizio Ottocento è diventato una componente fondamentale per il pesto. Ma nel Medioevo esisteva già una salsa simile: era a base di aglio, olio, sale e aceto. Si utilizzava tantissimo per aromatizzare e conservare la carne, dato che l’aroma intenso eliminava quelli maleodoranti e sgradevoli.

La prima ricetta scritta la si trova sulla Vera Cucinieria Genovese di Emanuele Rossi, nel 1852, con il nome di “pesto d’aglio e basilico”. Anticamente non era prevista la presenza del Parmigiano-Reggiano, perché sulle mense popolari liguri c’era più che altro il pecorino prodotto sull’Appennino genovese. Sette gli ingredienti secondo la tradizione ormai consolidata negli anni: basilico, olio extra vergine d’oliva, Parmigiano-Reggiano stravecchio, fiore sardo, aglio e sale.

Proprietà nutrizionali e benefiche del pesto alla genovese

Tutti gli ingredienti amalgamati insieme formano un condimento ricco di energia e proprietà nutritive, schiacciato e lavorato a mano. Il pesto alla genovese contiene molti lipidi, alcuni di buona qualità come i mono e polisaturi di olio d’oliva e pinoli. Altri, invece, provengono in prevalenza dai formaggi e sono dunque saturi. Per intenderci: cento grammi di pesto alla genovese forniscono 490 chilocalorie, con le ovvie differenze in base alle composizioni.

Pasta pesto alla genovese
Immagine | Pixabay @Pexels

Inoltre, ci sono proteine in buona quantità e sono provenienti prevalentemente dai pinoli e dai formaggi. I carboidrati sono invece assolutamente marginali, per via degli alimenti presenti nella ricetta. Nel pesto alla genovese c’è comunque una buona dose di fibre, che corrisponde circa al 2,5 per cento.

L’azione di aglio e basilico

Altra interessante caratteristica sono l’aglio e il basilico: hanno un’azione depurativa su fegato, stomaco e intestino. Aiutano inoltre a rinforzare il cuore e la circolazione e abbassano il colesterolo. L’aglio, che nel pesto alla genovese rimane crudo, non perde dunque le sue proprietà: è antitumorale, anti depressivo e rinforza le difese immunitarie.

Tags: AlimentazioneCiboPesto alla genovese
Lorenzo Rotella

Lorenzo Rotella

Leggo e scrivo da quando ne ho memoria e sono un critico onnivoro di cinema e letteratura. Militante dell’associazione Carovana Antimafia Ovest Milano dal 2018, copywriter di cronaca per grandi media dal 2019, giornalista del quotidiano La Stampa dal 2021, collaboratore del magazine e sito web Green Planner dal 2022, autore della raccolta di poesie “Mille Soli Una Notte” edito da NMBook World.

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