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Home Approfondimenti

Perché i neonati agitano sempre le braccia e le gambe? Ecco cosa dice la scienza

Lorenzo Rotella by Lorenzo Rotella
10 Gennaio 2023
in Approfondimenti
Bambino che sorride

Immagine | Pixabay @VictoriaWatercolor

I neonati hanno la tendenza a muovere di continuo braccia e gambe. Tuttavia quei movimenti spontanei non sono casuali, ma hanno un senso. Il bambino, agitandosi, cerca di esplorare ciò che ha intorno, sviluppando al tempo stesso il sistema “sensorimotorio”, ossia quello che controlla le capacità di movimento e coordinazione. A dirlo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences).

Mano di un neonato
Immagine | Pixabay @RitaE

Lo studio

I ricercatori del progetto hanno registrato i movimenti articolari di 12 neonati (cinque maschi e sette femmine nati sani da meno di dieci giorni) e 10 lattanti di circa tre mesi d’età (sei maschi e quattro femmine). Gli studiosi si sono avvalsi di un sistema di motion capture trimidensionale e “catturato” un totale di dodici movimenti articolari tra spalle e caviglie. Hanno poi valutato l’attività muscolare e i segnali di input sensoriali dei piccoli con un modello realizzato a computer. Infine hanno analizzato le caratteristiche delle interazioni tra le attività muscolari e quei segnali di input con degli algoritmi.

I risultati

Secondo quanto scoperto dallo studio, i bambini non ripeterebbero gli stessi movimenti fino a impararli, ma ne compirebbero tanti e diversi per capire come muoversi nello spazio. Hoshinori Kanazawa, uno degli autori della ricerca, ha anzi dichiarato che i movimenti dei neonati “vagano” spinti solo dalla curiosità, n cerca di “interazioni sensorimotorie”.

Gli obiettivi della ricerca

Ulteriori studi da poter compiere in questo campo, oltre a far comprendere meglio in che modo si sviluppano i neonati nel corso del tempo, potrebbero anche aiutare a stabilire quali sono dei comportamenti normali e quali, invece, potrebbero denotare un ritardo nello sviluppo.

L’obiettivo della ricerca, ha proseguito Kanazawa, è infatti comprendere i meccanismi che sono alla base dello sviluppo motorio. Così da favorire di conseguenza lo sviluppo del bambino e diagnosticare il prima possibile eventuali disturbi che sorgono in questa fase.

Un neonato che piange
Immagine | Pixabay @joffi

Il linguaggio del corpo del neonato

Fuori dal campo di questa ricerca, sono già stati studiati altri tipi di linguaggio del corpo utilizzati dai neonati. Che in nessuno caso, però, devono destare allarmi particolari nei genitori. Per esempio se il bambino sussulta a intervalli regolari con torace scosso da brevi tremiti è semplicemente un singhiozzo. Se succhia a vuoto durante la notte o lontano dal momento della poppata è un semplice “riflesso di suzione”, non un chiaro segnale di appetito.

Sono normali altri tipi di comportamento, come le braccia allargate di scatto e la testa girata da un lato. Si tratta in questo caso del “riflesso di Moro”, che scatta in modo automatico quando sente un rumore improvviso, cambia posizione in fretta o perde l’equilibrio. Se presenta graffi sulle guance non è autolesionismo, significa solo che ha le unghie lunghe mentre per istinto tende a toccarsi spesso il volto. Infine, i brividi a contatto con l’acqua senza il pianto: significa solo che il neonato non vuole bagnarsi.

Tags: InfanziaNeonatiRicercaScienza
Lorenzo Rotella

Lorenzo Rotella

Leggo e scrivo da quando ne ho memoria e sono un critico onnivoro di cinema e letteratura. Militante dell’associazione Carovana Antimafia Ovest Milano dal 2018, copywriter di cronaca per grandi media dal 2019, giornalista del quotidiano La Stampa dal 2021, collaboratore del magazine e sito web Green Planner dal 2022, autore della raccolta di poesie “Mille Soli Una Notte” edito da NMBook World.

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