Il norovirus, conosciuto anche come “virus dei croceristi”, torna a far parlare di sé. Sono oltre 1.700 le persone finite in quarantena a bordo di una nave da crociera arrivata a Bordeaux dopo un sospetto focolaio di gastroenterite che avrebbe causato anche la morte di un passeggero novantenne.
L’ipotesi più accreditata è quella di un’epidemia di norovirus, patogeno altamente contagioso che si diffonde facilmente negli ambienti chiusi e affollati come alberghi, scuole e soprattutto navi da crociera. Dall’inizio dell’anno sono già stati segnalati cinque episodi simili nel mondo.
Che cos’è il norovirus
I norovirus appartengono alla famiglia dei Caliciviridae e rappresentano una delle principali cause di gastroenterite acuta non batterica. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, ogni anno contagiano quasi 700 milioni di persone causando circa 200mila decessi, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.
A essere maggiormente a rischio sono bambini e anziani, più vulnerabili alle complicanze legate alla disidratazione.
L’infettivologo Fabrizio Pregliasco spiega che il contagio avviene soprattutto attraverso il contatto diretto in luoghi affollati e tramite acqua contaminata. “Molto dipende dall’igiene, in particolare dal corretto lavaggio delle mani”, sottolinea.
I sintomi: vomito, diarrea e dolori addominali
L’infezione provoca sintomi tipici della gastroenterite: diarrea, nausea, vomito e crampi addominali. Non a caso viene definita anche “malattia del vomito invernale”.
La diarrea è presente nella maggior parte dei casi, mentre il vomito può manifestarsi improvvisamente ed essere esso stesso un importante veicolo di trasmissione del virus.
Possono comparire anche febbre lieve, mal di testa, dolori muscolari e brividi. Generalmente la malattia si risolve in due o tre giorni senza complicazioni, ma nei soggetti fragili la disidratazione può diventare pericolosa.
Come si trasmette il norovirus
Il norovirus è estremamente contagioso: bastano pochissime particelle virali per provocare l’infezione.
La trasmissione avviene da persona a persona, attraverso acqua e alimenti contaminati oppure tramite superfici infette. Le epidemie sono spesso associate al consumo di ostriche crude, frutti di mare, insalate, frutti di bosco e acqua contaminata.
Secondo l’infettivologo Matteo Bassetti, il virus prolifera facilmente negli ambienti chiusi come navi da crociera e hotel proprio perché riesce a contaminare rapidamente toilette, superfici e sistemi idrici.
Diagnosi e cure per il norovirus
Per anni la diagnosi è stata complessa, poiché il virus non è coltivabile in laboratorio. Oggi però esistono test rapidi basati su marcatori molecolari ed esami Elisa che consentono di individuarlo con maggiore facilità.
Non esiste una terapia specifica: il trattamento si basa soprattutto su idratazione e farmaci sintomatici per controllare nausea, diarrea e febbre.
La prevenzione resta l’arma principale
Gli esperti ricordano che il norovirus è molto resistente: può sopravvivere a temperature superiori ai 60 gradi e persistere nell’organismo anche dopo la guarigione.
Per questo la prevenzione si basa su rigorose norme igieniche: lavarsi accuratamente le mani, evitare di manipolare alimenti durante episodi di gastroenterite, disinfettare superfici e utensili e utilizzare solo alimenti di provenienza certificata.
Particolare attenzione va prestata nei luoghi collettivi come navi, scuole, asili e case di riposo, dove il virus può diffondersi in tempi molto rapidi.
