Se il dolore si presenta spesso, con sintomi insoliti o peggiora col tempo, potrebbe non essere solo stress.
A Roma, come in tante altre città italiane, i Pronto soccorso registrano ogni giorno casi legati a cefalee improvvise o mal di testa ricorrente, spesso sottovalutati. In molti casi si tratta di disturbi lievi, ma ci sono segnali che possono indicare un problema neurologico più serio. Quando il dolore compare frequentemente, si manifesta in modo diverso dal solito o si accompagna ad altri sintomi come vomito, febbre, problemi alla vista o difficoltà a parlare, può essere il momento di rivolgersi a un medico. Non sempre è facile distinguere una semplice emicrania da qualcosa di più complesso, ma imparare a leggere i segnali giusti può fare la differenza.
Quando la frequenza e l’intensità cambiano
Un mal di testa ogni tanto, specie in condizioni di stress, disidratazione o affaticamento, rientra nella norma. Ma se gli episodi diventano frequenti, ad esempio più di 10 al mese, o se il dolore si intensifica improvvisamente, può trattarsi di una condizione cronica o di una patologia neurologica. Emicrania, cefalea tensiva, cefalea a grappolo: ogni forma ha caratteristiche diverse. L’emicrania, ad esempio, colpisce di solito solo un lato della testa, con dolore pulsante, sensibilità alla luce e a volte nausea. La cefalea a grappolo, invece, è molto intensa, concentrata dietro un occhio e può svegliare anche nel cuore della notte.

Chi ha sempre sofferto di mal di testa ma nota un cambiamento improvviso del pattern — maggiore durata, localizzazione diversa, mancata risposta ai farmaci abituali — dovrebbe prestare attenzione. Sono proprio questi i segnali che spingono i neurologi a consigliare esami di approfondimento come una risonanza magnetica o una TAC, per escludere la presenza di anomalie vascolari, tumori, infezioni o infiammazioni.
Altro campanello d’allarme è l’età: se i primi episodi di cefalea compaiono dopo i 50 anni, senza una storia pregressa, è opportuno fare un controllo. Lo stesso vale per chi ha una familiarità con patologie neurologiche, come aneurismi o tumori cerebrali, anche se asintomatici.
I sintomi che non vanno ignorati
Il dolore alla testa, quando si accompagna ad altri segnali, può essere spia di un problema più complesso. Tra i sintomi da non ignorare c’è la febbre, che potrebbe indicare una meningite, specie se associata a rigidità del collo e confusione mentale. Un altro sintomo critico è il vomito improvviso, soprattutto se non preceduto da nausea: in questo caso, potrebbe esserci un aumento della pressione intracranica.
Anche i disturbi visivi meritano attenzione: vedere luci lampeggianti, avere visione sdoppiata o calo improvviso della vista richiede accertamenti. Lo stesso vale per difficoltà a parlare, perdita dell’equilibrio, confusione, crisi convulsive o perdita di coscienza. Se il mal di testa arriva dopo un trauma cranico, anche lieve, è importante recarsi subito in ospedale. A volte i sintomi non emergono subito e un’emorragia cerebrale può svilupparsi nel tempo.
Molte donne, poi, notano un peggioramento della cefalea durante il ciclo mestruale o in gravidanza. In questi casi può esserci una componente ormonale, ma un cambiamento rispetto alla norma deve sempre essere riferito al medico. Anche alcuni farmaci, come i contraccettivi orali, possono aggravare l’emicrania o scatenare sintomi nuovi.
Va ricordato che l’abuso di antidolorifici, se prolungato, può generare un mal di testa da rimbalzo, una condizione in cui il farmaco diventa parte del problema. Questo avviene quando si assumono analgesici più di due volte alla settimana, portando a un circolo vizioso che peggiora la qualità della vita.
In sintesi, ogni cambiamento nel tipo, nella frequenza o nella modalità con cui si manifesta il mal di testa deve essere preso sul serio. Anche se il sintomo è comune, ignorare i segnali può ritardare una diagnosi importante.