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Infarto e ictus: ecco come prevenirli a tavola

Per ridurre il rischio di infarto e ictus bisogna partire dall'alimentazione: ecco tutto ciò che c'è da sapere a riguardo

Federico Liberi by Federico Liberi
3 Aprile 2026
in Notizie
Prevenire infarto e ictus a tavola

Prevenire infarto e ictus a tavola | Pixabay @fcafotodigital - Saluteweb

“Ogni minuto, nel mondo, una persona muore per infarto o ictus”. Un dato che fa riflettere, soprattutto quando si parla di alimentazione. Non basta tagliare qualche dolce o limitare il sale per mettere al sicuro il cuore. L’American Heart Association ha stilato nove regole precise, concrete, per proteggere il sistema cardiovascolare. Non si tratta solo di scegliere cosa mettere nel piatto, ma di trasformare le abitudini, passo dopo passo, fin dall’infanzia. Perché il cuore, alla fine, si difende a tavola ogni giorno.

Infarto e ictus: come prevenirli a tavola

Le linee guida pubblicate su Circulation sono chiare e pratiche. Prima cosa: mantenere un peso sano e muoversi con regolarità. Niente di estremo, solo un giusto equilibrio tra calorie assunte e bruciate. Poi, frutta e verdura devono diventare un appuntamento fisso, anche surgelate vanno bene, senza scuse. Terzo punto: i cereali integrali non devono mancare, non solo pane, ma anche pasta, riso e simili. Quarto, ridurre la carne, soprattutto insaccati e cibi processati. Al loro posto spazio a legumi, semi, frutta secca, pesce e latticini magri.

Il quinto punto riguarda i grassi: meno saturi, più insaturi, come quelli di noci, semi e avocado. Sesto, scegliere cibi il più possibile naturali, cioè poco lavorati e senza troppi additivi. Settimo, tagliare gli zuccheri aggiunti, soprattutto nelle bevande. Ottavo, usare poco sale in cucina, preferendo erbe aromatiche, spezie e limone per dare gusto. E infine, se non si beve alcol, meglio non cominciare; per chi lo fa, la parola d’ordine è moderazione.

Insegnare ai bambini a prendersi cura del cuore fin da piccoli

Le malattie del cuore non spuntano da un giorno all’altro. Per questo gli esperti, come Alice H. Lichtenstein, presidente volontaria del comitato scientifico dell’American Heart Association, sottolineano l’importanza di insegnare fin da piccoli a mangiare bene e a muoversi. Idealmente si comincia già dal primo anno di vita. Anche la salute prenatale influisce sul rischio futuro, quindi la protezione del cuore parte molto presto. Serve che la famiglia faccia da esempio concreto: se i genitori adottano uno stile sano, i figli hanno molte più possibilità di seguirli.

Il modello su cui si basa tutto è la dieta mediterranea: tanta verdura, frutta, cereali integrali, pochi zuccheri, poco sale e niente cibi ultra-processati. Le proteine vegetali, come legumi, semi e frutta secca, vanno preferite alla carne rossa e ai suoi derivati. L’obiettivo è costruire una prevenzione che duri tutta la vita.

Proteine, grassi e scelte su misura: niente dogmi ma consigli da adattare

La scienza ancora non ha stabilito con precisione qual è il giusto equilibrio tra proteine e rischio cardiovascolare. Quel che è certo è che negli Stati Uniti quasi tutti mangiano più proteine animali che vegetali. Le nuove indicazioni dell’AHA invitano quindi a diversificare le fonti proteiche, includendo quelle vegetali e a sostituire in parte o del tutto la carne rossa con alternative più sane.

Per i grassi, la regola è non superare il 10% delle calorie giornaliere da grassi saturi. Questa soglia ricalca le indicazioni federali americane per il prossimo decennio. Per i latticini, si consiglia di preferire quelli a basso contenuto di grassi o scremati, anche se il dibattito scientifico su questo punto è ancora aperto.

Viene poi ribadita l’importanza di puntare su alimenti poco o per niente processati e di limitare il sale in cucina, sostituendolo con spezie ed erbe aromatiche. Ma attenzione: si tratta di linee guida flessibili, da adattare ai gusti personali, alle tradizioni culturali, alle esigenze di ciascuno e anche al portafoglio. L’alimentazione deve potersi modificare nel corso della vita, restando però fedele a questi nove principi fondamentali.

Alice H. Lichtenstein spiega che questo approccio, basato sulla personalizzazione più che su regole rigide, aiuta a mantenere sane abitudini nel tempo. La vera sostenibilità a tavola dipende dal rapporto che si ha con il cibo, non dal controllo ossessivo sui singoli nutrienti. Così il cuore riceve una protezione vera, che dura nel tempo.

Tags: DietaIctusInfarto
Federico Liberi

Federico Liberi

Sono laureato in Psicologia dei processi sociali all’Università di Roma “La Sapienza”. La mia più grande passione insieme alla scrittura è il calcio, ma mi piace rimanere informato sullo sport a 360 gradi oltre che sull’attualità e la politica. Nel 2020 è stato pubblicato su Amazon un mio saggio sulla Programmazione Neuro-Linguistica.

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