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Glicemia, camminare aiuta a controllarla: ecco l’ora migliore per farlo

Secondo uno studio internazionale, l’attività fisica svolta nel pomeriggio migliora il controllo della glicemia: tutti i dettagli

Federico Liberi by Federico Liberi
16 Aprile 2026
in Approfondimenti
Camminare di pomeriggio aiuta a controllare la glicemia

Camminare di pomeriggio aiuta a controllare la glicemia | Pixabay @EyeEm_Mobile_GmbH - Saluteweb

Copenaghen, 16 aprile 2026 – Un recente studio pubblicato su Trends in Endocrinology & Metabolism e condotto da ricercatori dell’Università di Copenhagen e del Karolinska Institutet di Stoccolma, ha portato nuove evidenze sull’impatto dell’orario dell’attività fisica nel controllo della glicemia, con particolare attenzione a chi convive con il diabete di tipo 2. L’analisi indica che camminare o svolgere esercizio fisico nel pomeriggio potrebbe offrire risultati più efficaci nel regolare i livelli di glucosio nel sangue rispetto alle sessioni mattutine.

Glicemia: effetti dell’attività fisica su persone con diabete di tipo 2

La review scientifica, rilanciata anche dal Washington Post, evidenzia come per i pazienti con diabete di tipo 2 l’allenamento nel tardo pomeriggio comporti miglioramenti sostanziali e duraturi nella gestione della glicemia. Al contrario, esercitarsi al mattino presto spesso si associa a un aumento dei livelli glicemici e a una risposta meno efficiente dell’insulina. La professoressa Trine Moholdt, esperta di scienze motorie presso l’Università norvegese di scienza e tecnologia di Trondheim, sottolinea come “un numero crescente di dati supporta l’idea che l’attività fisica pomeridiana offra benefici aggiuntivi per la salute metabolica”.

Un elemento chiave spesso trascurato è il ruolo dell’esercizio come regolatore del ritmo circadiano, quel ciclo biologico che scandisce funzioni vitali come la secrezione di insulina, la fame, la temperatura corporea e la pressione sanguigna. Nei soggetti con diabete di tipo 2, questi ritmi sono spesso alterati, causando un disallineamento circadiano che compromette il funzionamento ottimale dei processi metabolici.

Confronto tra attività fisica mattutina e pomeridiana

Gli studi esaminati mostrano che uomini di mezza età con diabete di tipo 2 che hanno svolto un programma di esercizio intenso al mattino o al pomeriggio hanno registrato risultati molto diversi. Mentre i livelli di glicemia dopo l’allenamento pomeridiano risultavano significativamente più bassi e mantenuti per oltre 24 ore, l’attività mattutina associava un rialzo glicemico e una ridotta sensibilità insulinica persistente.

La professoressa Harriet Wallberg-Henriksson del Karolinska Institute, autrice senior della revisione, attribuisce questa differenza al cosiddetto fenomeno dell’alba: un picco glicemico mattutino causato dall’aumento del cortisolo, un ormone dello stress che stimola la liberazione di zuccheri nel sangue per preparare il corpo al risveglio. Nei soggetti con metabolismo sano, l’insulina regola efficacemente questo meccanismo, ma nelle persone con diabete di tipo 2, la resistenza insulinica e la ridotta produzione di insulina amplificano questo picco, peggiorando il controllo glicemico durante e dopo l’esercizio mattutino intenso.

Cortisolo e metabolismo: il ruolo dell’ormone dello stress

Il cortisolo, la cui concentrazione sale nelle ore di prima mattina, contribuisce a mobilitare le riserve di glucosio per fornire energia. Tuttavia, durante attività fisiche intense come corsa o ciclismo mattutini, l’ulteriore aumento di cortisolo e la maggiore richiesta energetica muscolare portano a un rilascio ancora più marcato di zuccheri nel sangue. Nei pazienti con diabete di tipo 2, la difficoltà nel trasportare questo eccesso di glucosio ai tessuti muscolari si traduce in un accumulo ematico che può persistere per diverse ore, riducendo l’efficacia dell’esercizio svolto al mattino.

Nonostante ciò, secondo la fisiologa Juleen Zierath del Karolinska Institute, anche il movimento mattutino mantiene comunque un valore salutare importante: “Qualsiasi attività fisica è preferibile alla sedentarietà”. Per chi preferisce allenarsi di mattina, si consiglia di optare per un’intensità moderata, come una camminata veloce, che non sembra influenzare negativamente il metabolismo del glucosio tanto quanto uno sforzo vigoroso.

La ricerca mette in luce, inoltre, la necessità di ulteriori studi di ampio respiro che coinvolgano anche donne, anziani e valutino gli effetti dell’orario dell’esercizio su altri aspetti della salute, quali malattie cardiovascolari, qualità del sonno e longevità.

Tags: Glicemia
Federico Liberi

Federico Liberi

Sono laureato in Psicologia dei processi sociali all’Università di Roma “La Sapienza”. La mia più grande passione insieme alla scrittura è il calcio, ma mi piace rimanere informato sullo sport a 360 gradi oltre che sull’attualità e la politica. Nel 2020 è stato pubblicato su Amazon un mio saggio sulla Programmazione Neuro-Linguistica.

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