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Home Cura di sé

Angioma epatico, cos’è, quali sono i suoi sintomi e cosa prevede il trattamento

Giuliana Presti by Giuliana Presti
30 Aprile 2024
in Cura di sé
Fegato

Fegato | pixabay @Elionas2 - Saluteweb.it

L’angioma epatico è una massa non cancerosa costituita da un ammasso di vasi sanguigni nel fegato che in molti casi non causa disturbi e non ha bisogno di alcun trattamento. È una delle forme più comuni di tumore benigno del fegato e si verifica quando nel fegato si forma un groviglio di vasi sanguigni di piccolo calibro che prende appunto il nome di angioma (o emangioma) epatico. Gli emangiomi al fegato sono masse dalla dimensione di massimo 3 o 4 centimetri circa. A volte, però, è possibile che raggiungano dimensioni notevoli e che diventino degli agglomerati multipli (angioma epatico gigante).

Cos’è l’angioma epatico

L’angioma epatico è una massa tumorale benigna, cioè una massa anomala di cellule proliferanti che, a differenza di ciò che accade nei tumori maligni, non è né infiltrante né metastatizzante, ovvero non dà metastasi. La maggior parte degli angiomi epatici è asintomatica, ma se l’angioma è di grandi dimensioni o se si rompe, si possono avvertire sintomi come dolore addominale, nausea o vomito. Nei casi più gravi possono causare emorragia.

Gli engiomi possono essere classificati in:

  • angiomi cavernosi, costituiti da vasi sanguigni dilatati
  • angiomi capillari, formati da capillari sanguigni più piccoli.

    Fegato
    Fegato | pixabay @Mohamed_hassan – Saluteweb.it

Questo disturbo colpisce maggiormente le persone tra i 30 e i 50 anni e le donne, soprattutto quelle che hanno affrontato una gravidanza e quelle che si sono affidate alla terapia ormonale sostitutiva. Le cause della formazione dell’angioma epatico non sono del tutto chiare. Alcuni esperti sostengono che l’origine dell’anomalia sia legata a una o a più mutazioni genetiche del DNA, che potrebbe trattarsi di un problema congenito e che in alcuni casi potrebbe essere favorito dall’aumento degli estrogeni durante la gravidanza.

La diagnosi di un angioma epatico viene solitamente confermata tramite:

  • ecografia. Questo è spesso il primo esame di imaging eseguito per valutare la presenza di anomalie nel fegato,
  • TC, la tomografia computerizzata può essere eseguita per ottenere immagini più dettagliate del fegato,
  • Risonanza magnetica,
  • SPECT,
  • angiografia per valutare il flusso sanguigno nel fegato e rilevare eventuali anomalie vascolari.

A seconda della situazione clinica specifica del paziente potrebbero poi essere prescritti altri test e analisi.

Sintomi

Quando gli angiomi epatici raggiungono grandi dimensioni o se si verificano complicazioni, possono verificarsi sintomi come:

  • dolore addominale nella parte superiore destra dell’addome;
  • sensazione di gonfiore addominale, specialmente dopo i pasti;
  • nausea o vomito;
  • sensazione di malessere generale o affaticamento;
  • massa addominale palpabile nell’addome durante l’esame fisico;
  • mancanza di appetito.

È importante consultare un medico per una valutazione e una diagnosi appropriate se si sperimentano sintomi persistenti o preoccupanti.

Trattamento

Il trattamento degli angiomi epatici dipende dalle dimensioni, dalla posizione e dai sintomi associati all’angioma, nonché dalle condizioni generali del paziente. Nella maggior parte dei casi la presenza di un angioma epatico non richiede alcun trattamento. Quando la massa è piccola e non provoca sintomi il medico potrebbe procedere con un monitoraggio e controlli regolari. In alcuni rari casi l’angioma epatico può iniziare a crescere, in questo caso le procedure possono essere:

  • intervento chirurgico finalizzato alla rimozione dell’angioma, senza toccare il fegato;
  • intervento chirurgico per la rimozione della parte di fegato interessata dall’angioma. Il chirurgo può eseguire tale operazione in laparoscopia o in laparotomia;
  • intervento chirurgico per l’interruzione del flusso di sangue destinato all’angioma tramite legatura arteriosa o tramite embolizzazione. L’embolizzazione è un procedimento che comporta l’inserimento di un catetere nelle arterie che alimentano l’angioma epatico, seguito dall’iniezione di particelle o sostanze che bloccano il flusso di sangue nell’angioma;
  • trapianto di fegato. Questo intervento è riservato ai casi di angioma epatico molto gravi;
  • sedute di radioterapia tramite le quali il medico tenta di ridurre le dimensioni della massa tumorale esponendola a una determinata dose di raggi X ad alta energia. Questo trattamento comporta l’uso di energia termica o radiofrequenza per distruggere l’angioma epatico e può essere eseguito tramite procedure come l’ablazione percutanea con ago o la termoablazione con radiofrequenza. Questo metodo può essere utilizzato per angiomi non operabili o per pazienti che non sono candidati alla chirurgia.

Poiché gli angiomi epatici possono essere vulnerabili alla rottura è sempre consigliabile evitare attività che possono provocare lesioni o traumi alla regione addominale. Se sospetti di avere un angioma epatico o se hai ricevuto una diagnosi confermata, è importante consultare subito un medico specialista per una valutazione appropriata.

Giuliana Presti

Giuliana Presti

Laureata in Giornalismo e Cultura Editoriale presso l'Università di Parma. Scrivo di cinema, cultura e attualità e amo la fotografia e la buona musica.

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