Roma, 1 aprile 2026 – Una ricerca innovativa ha fatto luce su molecole specifiche che rendono i tumori capaci di trasformarsi, diventare aggressivi e diffondersi, modificando la struttura del tessuto tumorale da uno stato solido e compatto a uno più fluido e invasivo. Lo studio, realizzato dall’Istituto di Oncologia Molecolare (IFOM) della Fondazione AIRC in collaborazione con l’Università Statale di Milano, è stato pubblicato sulla rivista Advanced Science.
Le molecole che guidano la trasformazione dei tumori
Gli scienziati hanno identificato nei tumori delle corde vocali un programma molecolare preciso che regola la transizione dei tessuti tumorali da una condizione solida a una fluida, caratteristica che facilita l’invasione e la formazione di metastasi. Questo processo è mediato da specifiche connessine, canali proteici che permettono la comunicazione e lo scambio di fluidi tra cellule. Utilizzando la tecnologia CRISPR-Cas9 per eliminare queste connessine, come la Cx26, è stato possibile arrestare il movimento collettivo delle cellule tumorali.
Giorgio Scita, direttore del laboratorio IFOM e docente alla Statale di Milano, sottolinea che «non si tratta di una risposta passiva a stimoli fisici, ma di un programma molecolare attivo che consente la transizione del tessuto a uno stato fluido e invasivo». La connessione tra la connessina Cx26 e la ridotta sopravvivenza in diversi tipi di tumore apre la strada a potenziali terapie mirate, attualmente allo studio con colture tridimensionali e modelli animali.
Diagnosi precoce e biomarcatori molecolari: un ruolo chiave del microambiente tumorale
Parallelamente, la ricerca sulla diagnosi precoce del cancro si concentra sulle molecole spia nel microambiente tumorale, come evidenziato dai programmi coordinati dall’Istituto Nazionale Tumori di Milano con il sostegno di AIRC. Le cellule vicine a quelle tumorali sono spesso le prime a modificarsi e a cambiare il loro modo di comunicare, influenzando l’aggressività del tumore.
Attraverso lo studio dell’espressione di geni e microRNA sia nel tumore sia nel suo ambiente circostante, i ricercatori stanno sviluppando biomarcatori ematici in grado di distinguere tra tumori più o meno aggressivi e di identificare la malattia in fase precoce. Questi progressi sono fondamentali per migliorare la prognosi e indirizzare trattamenti personalizzati, soprattutto in tumori diffusi come quelli al polmone, al seno e al colon-retto.
La scoperta delle molecole regolatrici del comportamento tumorale e il focus sul microambiente aprono nuove prospettive per la lotta contro il cancro, integrando conoscenze molecolari con strategie diagnostiche avanzate e terapie mirate.
