Secondo OMS e IARC, 4 tumori su 10 sono evitabili: ecco i due errori più comuni e come diminuire il rischio
Un recente rapporto congiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) conferma che fino a quattro casi su dieci di tumore diagnosticati nel mondo sono prevenibili. Questo dato, aggiornato al 2022, riguarda oltre 7 milioni di nuovi casi e sottolinea l’importanza di modificare stili di vita e di adottare misure di prevenzione efficaci per ridurre significativamente l’incidenza globale dei tumori.
Le cause prevenibili dei tumori e le abitudini da cambiare
Lo studio, che ha analizzato 36 tipi di cancro in 185 Paesi, ha identificato circa 30 cause evitabili, tra cui fumo di tabacco, consumo di alcol, infezioni cancerogene, sovrappeso, inattività fisica, inquinamento atmosferico e radiazioni ultraviolette. Il fumo rimane il principale fattore di rischio, responsabile del 15% di tutti i nuovi casi di cancro a livello mondiale e del 23% nei soli uomini. Seguono le infezioni, che contribuiscono al 10% dei casi, e il consumo di alcol, con un’incidenza del 3%.
Particolare rilievo assumono i tumori al polmone, allo stomaco e alla cervice uterina, che rappresentano quasi la metà di tutti i casi prevenibili. Il cancro al polmone è principalmente collegato al tabagismo e all’esposizione all’inquinamento atmosferico, mentre il tumore allo stomaco è in gran parte attribuibile all’infezione da Helicobacter pylori. Per quanto riguarda la cervice uterina, la causa principale è il Papillomavirus umano (HPV), per il quale esiste un vaccino efficiente ma ancora sottoutilizzato in molte aree, inclusa l’Italia.
Differenze di genere e strategie di prevenzione mirate
L’incidenza dei tumori prevenibili è significativamente più alta negli uomini (45% dei nuovi casi) rispetto alle donne (30%). Negli uomini, oltre al fumo, le infezioni e l’alcol giocano un ruolo fondamentale, mentre nelle donne le infezioni rappresentano il fattore predominante, seguite dal fumo e dall’elevato indice di massa corporea. Queste differenze sottolineano la necessità di strategie di prevenzione specifiche e adattate ai contesti socio-culturali e geografici.
L’OMS raccomanda un approccio multi-settoriale che includa politiche di controllo del tabacco, regolamentazione del consumo di alcol, campagne di vaccinazione (HPV, epatite B), miglioramento della qualità dell’aria, promozione dell’attività fisica e ambienti di lavoro più sicuri. Tali misure non solo contribuiscono a ridurre l’incidenza del cancro, ma anche a contenere i costi sanitari e a migliorare la qualità della vita della popolazione.
L’analisi scientifica pubblicata su Nature Medicine rappresenta un forte richiamo alla responsabilità individuale e collettiva, evidenziando che molte diagnosi di tumore non sono inevitabili, ma possono essere evitate attraverso scelte consapevoli e politiche di salute pubblica efficaci.

