Secondo l’esperto di longevità, questo alimento è assente dalla dieta dei centenari

Donna anziana e longevità

Donna anziana | pixabay @sabinevanerp

Redazione Saluteweb

7 Gennaio 2026

Roma, 7 gennaio 2026 – Il dibattito sulle fonti proteiche più salutari continua a focalizzarsi sulle differenze tra proteine di origine animale e proteine di origine vegetale, con un crescente interesse verso quest’ultime, soprattutto alla luce delle scoperte sulle cosiddette zone blu, regioni del mondo dove l’aspettativa di vita supera la media globale. Tra gli esperti di longevità, spicca il contributo di Dan Buettner, autore e ricercatore americano che da anni studia le abitudini alimentari e di vita delle popolazioni più longeve, in particolare quelle di Okinawa, Sardegna e altre zone blu.

Le evidenze scientifiche sulla longevità e le proteine vegetali

Uno studio recente pubblicato su Nature Communications ha evidenziato un quadro complesso riguardo all’impatto delle diverse fonti proteiche sulla salute. Nei bambini sotto i cinque anni, un consumo adeguato di proteine e grassi animali – presenti in carne, uova e latticini – è cruciale per ridurre la mortalità infantile. Tuttavia, negli adulti, un’alimentazione basata prevalentemente su proteine vegetali è associata a una maggiore aspettativa di vita. Questo dato rafforza l’idea che, per gli adulti, ridurre il consumo di carne, specialmente quella processata, possa contribuire a diminuire il rischio di malattie croniche come diabete, patologie cardiovascolari e alcuni tipi di tumore.

Dan Buettner e la dieta delle zone blu: un modello per la longevità

Dan Buettner ha studiato a fondo la dieta e lo stile di vita delle popolazioni delle zone blu, tra cui spicca l’isola di Okinawa, nota per il suo alto numero di ultracentenari. Secondo il ricercatore, la carne è un alimento consumato raramente da queste popolazioni: “Le persone centenarie mangiano carne solo cinque volte al mese, mentre negli Stati Uniti il consumo annuale supera i 100 chili pro capite, nelle zone blu si aggira intorno ai 10 chili”, sottolinea Buettner, autore di numerose pubblicazioni tra cui l’ultima edizione aggiornata del suo libro The Blue Zones Secrets for Living Longer (2023).

La dieta promossa da Buettner privilegia un alto apporto di legumi, cereali integrali, frutta secca e verdure, con un consumo moderato di proteine animali, soprattutto pesce e latticini magri. Oltre all’alimentazione, il modello di Buettner include l’importanza di uno stile di vita attivo, la gestione dello stress, il riposo adeguato e un forte senso di comunità.

Okinawa: uno dei territori simbolo della longevità

L’isola di Okinawa, in Giappone, è uno dei fulcri delle ricerche sulla longevità. La sua popolazione, che supera il milione di abitanti, è nota per un tasso di centenari tra i più alti al mondo. Qui la dieta tradizionale è ricca di prodotti vegetali, soia, pesce e pochissima carne rossa. Nonostante le pressioni dovute all’introduzione di abitudini alimentari occidentali, la longevità rimane un tratto distintivo.

Le caratteristiche climatiche e ambientali di Okinawa favoriscono uno stile di vita attivo e un’alimentazione basata su prodotti freschi e poco processati. Tuttavia, è importante sottolineare che la longevità dell’isola si deve anche a fattori genetici e sociali, oltre che alimentari.

In questo contesto, l’esperienza delle zone blu e le indicazioni di Dan Buettner rappresentano un riferimento per chi desidera migliorare la propria salute e aumentare l’aspettativa di vita, privilegiando proteine vegetali e uno stile di vita equilibrato.

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