Nuove ricerche collegano diabete materno e peso alla nascita a un aumento del rischio di sclerosi multipla: tutti i dettagli
Nuove evidenze scientifiche confermano che il rischio di sviluppare la sclerosi multipla (SM) può radicarsi già durante la vita fetale, con implicazioni significative per la prevenzione e la cura della malattia. Uno studio condotto dalla prestigiosa Columbia University di New York, pubblicato su JAMA Neurology, ha analizzato dati di oltre 300.000 nascite in Norvegia tra il 1967 e il 1989, evidenziando come il diabete materno in gravidanza raddoppi il rischio di insorgenza di SM nel corso della vita. Parallelamente, è emerso che un peso elevato alla nascita costituisce un ulteriore fattore di rischio, mentre un peso basso sembra proteggere.
Fattori prenatali e immunoregolazione nella sclerosi multipla
La sclerosi multipla è una malattia autoimmune demielinizzante del sistema nervoso centrale, che colpisce prevalentemente adulti tra i 20 e i 40 anni, con una netta prevalenza femminile. I ricercatori della Columbia University sottolineano che l’esposizione fetale a condizioni come l’iperglicemia materna potrebbe modificare in modo duraturo la programmazione immunitaria del nascituro, potenzialmente favorendo una risposta infiammatoria cronica responsabile della progressione della malattia. La correlazione tra diabete gestazionale e aumento del peso alla nascita potrebbe rappresentare una sinergia patologica cruciale.
Ulteriori fattori materni come parto pretermine e ipertensione non hanno mostrato un ruolo significativo nella modificazione del rischio, focalizzando così l’attenzione sul metabolismo materno e le sue implicazioni immunologiche.
L’impatto psicologico della gravidanza nelle donne con sclerosi multipla
In Italia, circa 118.000 persone convivono con la SM, di cui oltre il 67% sono donne in età fertile. La professoressa Cinzia Niolu del Policlinico Tor Vergata di Roma evidenzia come la gravidanza rappresenti un momento delicato, non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico, per le donne con SM. L’ansia legata alla salute propria e del nascituro, la gestione delle terapie e il timore di ricadute aumentano il rischio di depressione perinatale in questo gruppo di pazienti.
Il progetto multidisciplinare “SOS Mamma”, attivo dal 2012, insieme all’ambulatorio “SMamma” inaugurato nel 2016, offrono un supporto integrato che coinvolge neurologi, ginecologi, psichiatri e immunologi, garantendo un’assistenza mirata per affrontare le complessità di una gravidanza con SM.
Prospettive terapeutiche e ricerca in evoluzione
Nonostante al 2026 non esista una cura definitiva per la sclerosi multipla, i progressi nella comprensione dei meccanismi immunitari e neurodegenerativi stanno consentendo lo sviluppo di terapie innovative. Queste non solo riducono le ricadute ma puntano anche alla protezione del tessuto nervoso e alla promozione della riparazione mielinica. La scoperta del ruolo determinante del virus di Epstein-Barr ha rivoluzionato la ricerca, mentre l’attenzione verso i fattori prenatali apre nuove possibilità di prevenzione precoce.
La sclerosi multipla rimane una malattia complessa e imprevedibile, con un forte impatto sulla qualità della vita. Tuttavia, il supporto multidisciplinare e l’innovazione terapeutica offrono oggi alle persone affette prospettive di vita significativamente migliorate rispetto al passato.
