Polipi nasali: cosa sono e perché possono cambiare il modo di respirare

Uomo che si soffia il naso

Uomo che si soffia il naso | Unsplash @Brittany Colette - Saluteweb.it

Alessandro Bolzani

19 Gennaio 2026

I polipi nasali rappresentano una condizione piuttosto diffusa, spesso sottovalutata, che può incidere in modo significativo sulla qualità della respirazione e sulla percezione degli odori. Si tratta di formazioni benigne, morbide e indolori, che si sviluppano all’interno delle cavità nasali o nei seni paranasali e che tendono a crescere lentamente, fino a ostacolare il normale passaggio dell’aria.

Cosa sono i polipi nasali e perché si formano

I polipi nasali sono escrescenze soffici, di natura non tumorale, che possono presentarsi come formazioni singole o multiple. Nascono dalla mucosa nasale o sinusale e sono generalmente il risultato finale di un’infiammazione cronica protratta nel tempo. La mucosa, sottoposta a stimoli irritativi continui, perde la sua struttura normale e assume un aspetto edematoso e gelatinoso, simile a un acino d’uva, da cui deriva il termine “polipo”.

Dal punto di vista cellulare, queste formazioni possono essere classificate in base al tipo di cellule predominanti: esistono polipi a prevalenza neutrofila e polipi eosinofili, nei quali gli eosinofili rappresentano la componente principale. In entrambi i casi, la presenza del polipo è espressione di uno stato infiammatorio persistente.

Quanto sono diffusi i polipi nasali

La poliposi nasale può manifestarsi a qualsiasi età, ma colpisce soprattutto la popolazione adulta. Le stime indicano una prevalenza compresa tra il 2 e il 4% della popolazione mondiale, con una netta predominanza nel sesso maschile. La forma multipla benigna è particolarmente frequente nei soggetti sopra i 20 anni e risulta molto comune negli uomini oltre i quarant’anni.

Nei bambini, invece, la presenza di polipi nasali è rara e assume un significato clinico particolare: quando compaiono in età pediatrica, è fortemente raccomandato eseguire il test per la fibrosi cistica, poiché la poliposi può rappresentarne uno dei primi segnali. Va inoltre considerato che i polipi nasali tendono a recidivare anche dopo un trattamento farmacologico o chirurgico.

Le possibili cause della poliposi nasale

Nonostante la poliposi nasale sia riconosciuta da secoli come una patologia autonoma, il suo meccanismo di origine non è stato ancora chiarito in modo definitivo. La maggior parte degli studi concorda però nel considerarla la conseguenza di infiammazioni croniche ripetute della mucosa nasale.

Uomo che utilizza un fazzoletto per soffiare il naso
Foto | Pexels @PavelDanilyuk

Tra le condizioni che possono favorire la comparsa dei polipi rientrano allergie respiratorie, asma bronchiale e rinosinusite cronica, sia di origine batterica sia fungina. Nei bambini, la fibrosi cistica rappresenta una causa rilevante. Altri fattori predisponenti includono alcune malattie da immunodeficienza, come il deficit selettivo di IgA, la discinesia ciliare primaria e la sindrome di Churg-Strauss, oltre a rare patologie del connettivo.

Anche l’uso prolungato di alcuni farmaci, in particolare aspirina e salicilati, l’esposizione cronica a sostanze irritanti come fumo e smog, l’intolleranza all’alcol e le infezioni sostenute da muffe come Aspergillus o Fusarium possono contribuire allo sviluppo della poliposi nasale.

I sintomi: quando i polipi diventano un problema

I polipi nasali possono restare a lungo silenziosi, soprattutto quando le loro dimensioni sono ridotte. I sintomi compaiono generalmente quando il volume delle escrescenze aumenta al punto da interferire con la respirazione. La congestione nasale persistente e la difficoltà respiratoria rappresentano i segnali più frequenti.

A questi si associano spesso una riduzione o perdita dell’olfatto, alterazioni del gusto, cefalea, dolore facciale o dentale, rinorrea, lacrimazione oculare, prurito agli occhi e russamento. Non è raro avvertire una sensazione di pressione su fronte e viso, che può peggiorare nel tempo.

Nei casi più severi, se non trattati, i polipi possono portare a complicanze importanti, come apnee ostruttive del sonno, infezioni che si estendono all’orbita, crisi asmatiche e, più raramente, meningite o aneurismi. In presenza di sintomi gravi come difficoltà respiratoria marcata, peggioramento improvviso del quadro clinico, febbre elevata, gonfiore intorno agli occhi o disturbi visivi, è fondamentale rivolgersi immediatamente a un medico.

Come si arriva alla diagnosi

La diagnosi di poliposi nasale si basa su una valutazione clinica approfondita. Dopo l’anamnesi, il paziente viene sottoposto a visita otorinolaringoiatrica e, se necessario, a test allergologici e analisi del sangue. Possono essere eseguiti esami per valutare la funzionalità respiratoria e olfattiva, mentre nei casi più complessi si ricorre a indagini di imaging come la tomografia computerizzata o la risonanza magnetica, oltre all’endoscopia nasale.

In età pediatrica, la presenza di polipi rende indicato lo screening per la fibrosi cistica, considerata la correlazione tra le due condizioni.

Le opzioni terapeutiche disponibili

Il trattamento dipende dalle dimensioni dei polipi e dalla gravità dei sintomi. Nei casi più lievi, la terapia farmacologica rappresenta il primo approccio e si basa principalmente sull’uso di corticosteroidi, somministrati per via nasale o, in alcune situazioni, per via orale. Quando la poliposi è legata a una base allergica, possono essere utili anche gli antistaminici. In presenza di sovrainfezioni batteriche o fungine, si ricorre a antibiotici o antifungini mirati.

Quando i polipi sono voluminosi o resistenti alla terapia medica, si rende necessario l’intervento chirurgico. Le tecniche più utilizzate sono la polipectomia e la chirurgia endoscopica dei seni paranasali, che permettono di rimuovere le escrescenze e ripristinare la ventilazione nasale. Anche dopo l’intervento, tuttavia, il rischio di recidiva rimane, motivo per cui è spesso indicato un follow-up a lungo termine.

Prognosi e gestione nel tempo

Nella maggior parte dei casi, i polipi nasali di piccole dimensioni tendono a regredire spontaneamente o rispondono bene alle terapie farmacologiche. Le forme più estese richiedono un approccio combinato, medico e chirurgico, ma raramente evolvono verso complicanze gravi. Una gestione attenta delle condizioni predisponenti e un controllo specialistico regolare restano fondamentali per limitare le recidive e migliorare la qualità di vita del paziente.

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