Perché in inverno abbiamo più fame?

Con l’arrivo del freddo è molto comune avere più appetito o anche, senza sentire proprio fame, avere più voglia di mangiare. Con la bella stagione e il caldo invece spesso si è inappetenti. Ma da cosa dipende questa sensazione?

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Immagine | Pixabay @ Dmitriy Gutarev

Una delle ragioni più semplici è che, se l’asticella del termometro all’esterno si abbassa, al nostro corpo servono un po’ più di energie per restare caldo e mantenere la sua temperatura costante. Energie che si traducono in calorie.

Calorie e biologia

Ma non solo. Entrano in ballo anche fattori biologici, eredità del nostro retaggio animale. Secondo alcuni studi mangiare di più con l’arrivo del freddo è un impulso di sopravvivenza, che ci spinge ad accumulare calorie ed energie per affrontare un periodo in cui potrebbe esserci scarsità di cibo. E’ quello che fanno molti mammiferi e uccelli che, ai primi freddi, accumulano grasso corporeo.

Le ipotesi più recenti

Tuttavia le ricerche sul legame tra temperatura e consumo di calorie sono discordanti. Secondo recenti studi, l’aumento di appetito in inverno potrebbe essere dovuto a un effetto del freddo sui nostri ormoni. Una ricerca del 2019 mostra che i livelli di leptina, un ormone che regola la sensazione di sazietà, sono più alti con il caldo e più bassi con il freddo. Un’altra ipotesi è che a influire siano anche i ritmi circadiani: la diminuzione delle ore di luce in inverno porterebbe a cambiamenti nei livelli degli ormoni leptina e grelina (quest’ultimo regola la sensazione di appetito). Secondo questo studio però l’ormone della sazietà (leptina) aumenterebbe durante i mesi freddi, in contrasto con la ricerca precedente. Si tratta insomma di un ambito d’indagine ancora poco esplorato: si attendono altri studi per far luce sui legami tra temperatura, stagioni e fluttuazioni ormonali.

Mangiare ci scalda

E’ certo però che il fatto stesso di mangiare alza brevemente la nostra temperatura corporea, finché si svolge il processo di digestione. Dunque è naturale che, in presenza di basse temperature, il corpo ci suggerisca di mangiare per tenerci caldi. Spesso infatti con il freddo sentiamo di desiderare cibi particolarmente ricchi di carboidrati, zucchero e grassi: alimenti molto calorici che forniscono molta energia. Il rischio però assecondando questi impulsi è di causare un picco glicemico nel sangue seguito da un calo, che a sua volta porterà a sentire più freddo, entrando in un circolo vizioso.

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Immagine | Pixabay @ Robert Owen-Wahl

Il fattore culturale

Vi sono poi anche fattori psicologici e culturali che entrano in gioco: l’autunno e l’inverno sono stagioni in cui tradizionalmente si mangiano piatti molto sostanziosi, spesso anche legati a particolari festività del calendario. Un altro aspetto riguarda il modo di passare il tempo: in inverno è comune stare più tempo a casa, specie se il tempo è brutto, il che può portare a fare più spuntini, magari per noia più che per fame, che non se fossimo fuori casa.

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