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Ossa forti a ogni età, il ruolo chiave di calcio e vitamina D per la prevenzione

Calcio e vitamina D sono fondamentali per ossa forti a tutte le età. Dieta, esposizione solare e attività fisica aiutano a prevenire fragilità e osteoporosi

Redazione by Redazione
26 Marzo 2026
in Notizie
ossa più forti

Foto | decade3d @Canva - saluteweb.it

Roma, 26 marzo 2026 – La salute delle ossa rappresenta un patrimonio biologico fondamentale, la cui costruzione e mantenimento si estende lungo tutto l’arco della vita, dall’adolescenza fino alla terza età. In questo contesto, il binomio calcio e vitamina D si conferma come un alleato indispensabile per preservare la robustezza scheletrica e prevenire condizioni di fragilità ossea, sempre più diffuse in Italia.

Il ruolo cruciale di calcio e vitamina D per la salute delle ossa

La vitamina D è un ormone essenziale che facilita l’assorbimento intestinale del calcio, minerale cardine per la formazione e il mantenimento della massa ossea. Attualmente, in Italia, circa l’80% della popolazione presenta livelli insufficienti di vitamina D, una condizione che può compromettere non solo la salute delle ossa, ma anche quella muscolare e immunitaria. Come evidenzia il medico di medicina generale Cesare Liberali, “calcio e vitamina D vanno a braccetto: senza un adeguato livello di vitamina D, il calcio non si fissa efficacemente nell’osso; allo stesso modo, vitamina D senza calcio da fissare è inutile”.

La maggior parte della vitamina D viene sintetizzata dalla pelle grazie all’esposizione solare (circa l’80%), mentre solo il 20% deriva da fonti alimentari come pesci grassi, funghi e tuorlo d’uovo. Il calcio, invece, dipende principalmente dall’apporto dietetico: latte e derivati rimangono la fonte principale, ma sono presenti in quantità rilevanti anche nel pesce azzurro e in alcune acque minerali.

Alimentazione e supplementazione: sfide e soluzioni

L’adeguato apporto di calcio può essere compromesso da restrizioni alimentari, intolleranze o scelte dietetiche. L’intolleranza al lattosio, ad esempio, rappresenta un ostacolo significativo: spesso i pazienti eliminano completamente i latticini, riducendo drasticamente l’introito di calcio, nonostante alcuni formaggi stagionati come il parmigiano siano naturalmente privi di lattosio e ricchi di questo minerale.

Le esigenze di calcio variano nel corso della vita: un adulto necessita di circa 1000 mg al giorno, cifra che sale a 1200 mg nell’adolescenza e in menopausa e può raggiungere i 1500 mg in gravidanza e allattamento. Ulteriori condizioni cliniche, quali malassorbimento o disturbi alimentari, possono aggravare questo fabbisogno.

Nei casi di carenza, la supplementazione diventa uno strumento indispensabile, soprattutto per chi soffre di osteoporosi, dove l’associazione di calcio e vitamina D è parte integrante del trattamento. Orazio Falla, endocrinologo responsabile dell’Ambulatorio Osteoporosi ASL Roma5, sottolinea l’importanza della continuità nell’assunzione della vitamina D per mantenere livelli adeguati, evitando interruzioni che ne fanno rapidamente calare i valori.

Le nuove formulazioni di calcio, come il calcio citrato in compresse masticabili, offrono un miglior assorbimento e tollerabilità gastrointestinale rispetto al calcio carbonato, facilitando l’aderenza terapeutica, soprattutto nei pazienti anziani o con politerapie.

Prevenzione integrata: alimentazione, sole e movimento

Oltre alla supplementazione, la prevenzione della fragilità ossea si basa su un modello complessivo che comprende una dieta equilibrata, una esposizione solare controllata e attività fisica regolare. L’esercizio fisico svolge un ruolo chiave perché lo stimolo meccanico del movimento induce segnali biologici essenziali per il mantenimento della massa ossea.

In un Paese con una popolazione che invecchia rapidamente, la tutela della salute ossea è anche una questione sociale rilevante, poiché le fratture da fragilità sono tra le principali cause di perdita di autonomia e aumento della mortalità nelle persone anziane.

Tags: OssaSalute
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