Zurigo, 19 gennaio 2026 – La sclerosi multipla (SM), patologia autoimmune cronica che coinvolge il sistema nervoso centrale e colpisce circa 10.000 persone in Svizzera, continua a essere oggetto di approfondimenti scientifici per chiarire le sue origini. La ricerca più recente dell’Università di Zurigo ha fatto luce su come l’interazione tra fattori genetici e ambientali, in particolare l’infezione da virus di Epstein-Barr (EBV) e la variante genetica HLA-DR15, contribuisca allo sviluppo della malattia.
Il ruolo del virus di Epstein-Barr e della genetica nella sclerosi multipla
Il virus di Epstein-Barr, appartenente alla famiglia degli herpesvirus, è noto per causare la mononucleosi infettiva e per persistere a livello latente nei linfociti B per tutta la vita dell’ospite, presente nel 90-95% della popolazione mondiale. La recente pubblicazione sulla rivista Cell ha evidenziato come l’EBV infetti le cellule B modificandone il funzionamento interno: queste cellule iniziano a produrre una proteina tipica della mielina, che viene esposta sulla loro superficie in associazione con la molecola codificata dalla variante genetica HLA-DR15.
Questa particolare esposizione induce il sistema immunitario a riconoscere erroneamente la mielina come una minaccia, attivando i linfociti T che, una volta sensibilizzati, possono attraversare la barriera ematoencefalica e attaccare la guaina mielinica delle cellule nervose. Questo processo di demielinizzazione compromette la trasmissione degli impulsi nervosi ed è alla base dei sintomi neurologici tipici della sclerosi multipla, quali paralisi, disturbi visivi e affaticamento.
Sclerosi multipla: caratteristiche e impatto clinico
La SM è una malattia autoimmune cronica demielinizzante, descritta per la prima volta da Jean-Martin Charcot nel 1868, che provoca lesioni nella sostanza bianca del cervello e del midollo spinale, note come placche o sclerosi. La prevalenza globale varia tra 2 e 150 casi ogni 100.000 individui, con circa 2,8 milioni di persone affette nel mondo e una distribuzione maggiore nelle popolazioni del Nord Europa.
Il decorso della malattia è variabile: alcune forme presentano ricadute e remissioni, altre progrediscono in modo continuo. I sintomi dipendono dalla localizzazione e dall’estensione delle lesioni e possono compromettere la funzione motoria, sensoriale e cognitiva. Nonostante non esista una cura definitiva, le terapie attuali mirano a prevenire le ricadute, rallentare la progressione e promuovere la riparazione della mielina.
Nuove prospettive terapeutiche e prevenzione
La recente scoperta del meccanismo immunitario che coinvolge l’EBV e la variante genetica HLA-DR15 apre nuove piste per la prevenzione e il trattamento della sclerosi multipla. Gli esperti suggeriscono che la modulazione dell’infezione da EBV, ad esempio attraverso lo sviluppo di vaccini, potrebbe rappresentare un passo cruciale per ridurre il rischio di insorgenza della SM.
Parallelamente, le terapie innovative si stanno concentrando non solo sul controllo dell’infiammazione, ma anche sulla protezione del tessuto nervoso e sul supporto alla rigenerazione della mielina. L’approfondimento dei meccanismi immunitari alla base della malattia promette, quindi, di migliorare significativamente la qualità della vita delle persone affette da sclerosi multipla.
