Nuove prove dimostrano che il diabete aumenta il rischio di insufficienza cardiaca

Università di Perugia individua nuovo meccanismo molecolare causa del rischio trombosi nel diabete

Università di Perugia individua nuovo meccanismo molecolare causa del rischio trombosi nel diabete

Marco Viscomi

1 Gennaio 2026

Esiste un legame tra diabete e malattie cardiache? Secondo un nuovo studio condotto in Australia la risposta è affermativa, e i risultati non si limitano a una semplice osservazione scientifica, ma aprono anche a nuove prospettive sul piano terapeutico e preventivo.

Il rapporto tra diabete e patologie cardiache

Da tempo la comunità scientifica ipotizza una correlazione tra diabete di tipo 2 e malattie del cuore. Nonostante restino ancora molti aspetti da approfondire, il tema è oggetto di interesse da anni. Come ha spiegato a SciTechDaily uno dei ricercatori coinvolti, Benjamin Hunter, questa ricerca rappresenta il primo studio che analizza insieme diabete e cardiopatia ischemica, individuando un profilo molecolare specifico nelle persone affette da entrambe le condizioni. I risultati mostrano che il diabete modifica il modo in cui il cuore produce energia, conserva la propria struttura in condizioni di stress e si contrae per garantire la circolazione del sangue. Attraverso tecniche avanzate di microscopia, i ricercatori hanno inoltre osservato cambiamenti diretti nel muscolo cardiaco, tra cui un accumulo di tessuto fibroso.

Lo studio australiano

La ricerca, pubblicata sulla rivista Embo Molecular Medicine con il titolo Left ventricular myocardial molecular profile of human diabetic ischaemic cardiomyopathy, è stata realizzata all’Università di Sydney da un team guidato da Benjamin Hunter e Sean Lal della School of Medical Sciences. Lo studio ha confrontato campioni di tessuto cardiaco donati da pazienti sottoposti a trapianto di cuore con quelli di soggetti sani, utilizzando anche tecniche di sequenziamento dell’RNA.

Dall’analisi è emerso che il diabete induce cambiamenti molecolari specifici nelle cellule del cuore e provoca alterazioni nella struttura del muscolo cardiaco. Questo indica che il diabete non si limita a essere una condizione associata alle malattie cardiache, ma contribuisce in modo attivo alla progressione dell’insufficienza cardiaca. L’effetto risulta particolarmente evidente nei pazienti affetti da cardiomiopatia ischemica, attualmente la principale causa di insufficienza cardiaca. Lo studio ha inoltre evidenziato una riduzione nella produzione di proteine strutturali fondamentali per la contrazione del muscolo cardiaco e per la regolazione del calcio, accompagnata da un accumulo di tessuto cardiaco rigido e fibroso che compromette ulteriormente la capacità di pompaggio del cuore.

Le implicazioni terapeutiche e preventive

I risultati dello studio aprono prospettive rilevanti sia in ambito terapeutico sia sul fronte della prevenzione. In particolare, intervenire sulla prevenzione del diabete potrebbe tradursi anche in una riduzione del rischio di sviluppare malattie cardiache.

Come ha sottolineato Sean Lal, la ricerca collega diabete e patologie cardiache in modi finora mai dimostrati direttamente nell’uomo, offrendo nuove indicazioni su possibili strategie di trattamento che in futuro potrebbero avere un impatto su milioni di persone. Ora che il legame molecolare tra diabete e malattie del cuore è stato chiarito, e che sono stati osservati i cambiamenti nella produzione di energia e nella struttura del muscolo cardiaco, diventa possibile esplorare nuove opzioni terapeutiche. I risultati potrebbero inoltre contribuire a definire criteri diagnostici e strategie di gestione più efficaci in ambito cardiologico ed endocrinologico, migliorando l’assistenza a un numero elevato di pazienti.

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