Nuova pillola orale contro obesità e diabete: risultati promettenti dagli ultimi studi

Giornata mondiale del diabete

Giornata mondiale del diabete | Pixabay @bymuratdeniz - Saluteweb

Marco Viscomi

27 Febbraio 2026

Nuovo farmaco orale, orforglipron, mostra risultati superiori nel controllo di diabete e peso corporeo rispetto alle terapie attuali. Attesa approvazione in Italia nel 2026

 

Roma, 27 febbraio 2026 – Orforglipron, il nuovo agonista orale del recettore GLP-1, si sta affermando come una svolta nel trattamento sia del diabete di tipo 2 sia dell’obesità. Dopo il successo dello studio clinico di fase 3 ACHIEVE-3, pubblicato recentemente su riviste scientifiche internazionali, questo farmaco ha dimostrato una superiorità significativa rispetto all’unica altra opzione orale disponibile, il semaglutide in compresse, sia nel controllo glicemico sia nella riduzione del peso corporeo.

Un farmaco innovativo per diabete e obesità

Orforglipron è una piccola molecola non peptidica, caratteristica che ne consente la somministrazione orale senza vincoli alimentari: può essere assunto in qualsiasi momento della giornata, con o senza cibo, a differenza del semaglutide orale che richiede l’assunzione rigorosamente a stomaco vuoto. Questa innovazione rappresenta un vantaggio importante per la gestione quotidiana della terapia, soprattutto per pazienti che preferiscono evitare le iniezioni.

Nel trial ACHIEVE-3, durato 52 settimane e condotto in più di 1.600 pazienti con diabete di tipo 2, orforglipron ha ridotto l’emoglobina glicata (HbA1c) mediamente dell’1,9% (dose 12 mg) e del 2,2% (dose 36 mg), contro l’1,4% massimo raggiunto con semaglutide orale. Sul fronte della perdita di peso, i pazienti trattati con orforglipron hanno perso in media fino al 9,2% del peso corporeo, rispetto al 5,3% con semaglutide. Questi dati sono accompagnati da miglioramenti clinicamente rilevanti nei fattori di rischio cardiovascolare, come colesterolo non-HDL, pressione arteriosa sistolica e trigliceridi.

Efficacia e sicurezza confermate negli studi clinici

Il profilo di tollerabilità di orforglipron è coerente con quello degli analoghi GLP-1: gli effetti collaterali più comuni sono di natura gastrointestinale, come nausea, vomito e diarrea, soprattutto nelle prime settimane di trattamento. Tuttavia, questi eventi risultano generalmente lievi o moderati e transitori, e solo il 9-10% dei pazienti ha interrotto la terapia per tali motivi, una percentuale doppia rispetto a quella osservata per semaglutide orale, ma comunque contenuta.

Il dott. Giuseppe Iovino, specialista in chirurgia bariatrica, sottolinea come la disponibilità di una pillola efficace e ben tollerata rappresenti una rivoluzione, soprattutto per pazienti con timore delle iniezioni o con esigenze di praticità legate a viaggi o stili di vita intensi.

Orforglipron: un nuovo paradigma nella lotta all’obesità

Oltre al diabete, orforglipron è al centro di studi clinici specifici per il trattamento dell’obesità, con risultati promettenti. In un ampio studio internazionale su oltre 3.000 pazienti obesi senza diabete, il farmaco ha evidenziato una riduzione media del peso corporeo superiore all’11% dopo 72 settimane, con alcuni pazienti che hanno raggiunto perdite di peso pari o superiori al 20%. Questi risultati si accompagnano a miglioramenti significativi nei biomarcatori cardiometabolici, confermando il potenziale beneficio complessivo della terapia.

Grazie alla sua struttura chimica, orforglipron resiste alla degradazione da parte degli enzimi digestivi, mantenendo efficacia anche in forma orale. Questo lo rende ideale per un largo utilizzo, inclusi pazienti con difficoltà nell’aderenza alle terapie iniettabili.

La somministrazione è semplice: una compressa al giorno, preferibilmente a stomaco vuoto, senza necessità di refrigerazione, un vantaggio logistico non trascurabile rispetto a farmaci come Mounjaro, Wegovy o Saxenda, tutti a somministrazione iniettiva e con requisiti di conservazione più complessi.

Disponibilità e prescrizione in Italia

L’approvazione di orforglipron da parte della FDA è attesa entro la fine del 2025, con un possibile arrivo in Europa e in Italia previsto per i primi mesi del 2026. L’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) e l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) stanno valutando i dati per il via libera alla commercializzazione.

In Italia, la prescrizione sarà affidata agli specialisti in endocrinologia, malattie del metabolismo, medicina interna e ai centri dedicati alla cura dell’obesità. In futuro, è probabile che anche i medici di medicina generale possano prescriverlo, sempre in un contesto di monitoraggio e programma terapeutico personalizzato.

Orforglipron è indicato per adulti con indice di massa corporea (BMI) ≥ 30 kg/m² o con BMI ≥ 27 kg/m² associato a comorbidità correlate al peso, come diabete di tipo 2, ipertensione, dislipidemia, apnee ostruttive del sonno o malattie cardiovascolari.

Confronto con altre terapie GLP-1

Nel panorama dei farmaci anti-obesità e antidiabetici, orforglipron si distingue per la sua forma orale e la facilità d’uso. Mounjaro (tirzepatide), pur più potente con perdite di peso superiori al 20%, richiede iniezioni settimanali e conservazione in frigorifero. Wegovy (semaglutide) e Saxenda (liraglutide) sono anch’essi iniettabili, con efficacia variabile e frequenze di somministrazione da settimanale a giornaliera.

Orforglipron offre quindi una valida alternativa per chi desidera evitare le iniezioni, mantenendo un’efficacia clinica rilevante, con un profilo di sicurezza consolidato e una gestione semplificata.

Il continuo sviluppo di orforglipron e il suo imminente ingresso nel mercato rappresentano una prospettiva importante per milioni di persone con diabete e obesità, aprendo la strada a trattamenti più accessibili, efficaci e sostenibili.

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