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Mieloma multiplo, nuovi meccanismi genetici spiegano la resistenza alle terapie

Redazione Saluteweb by Redazione Saluteweb
16 Gennaio 2026
in Notizie
Carenze di medici nei pronto soccorso

Carenze di medici nei pronto soccorso | Pixabay @demaerre - Saluteweb

Roma, 16 gennaio 2026 – Un importante passo avanti nella comprensione della resistenza alle terapie nel mieloma multiplo è stato compiuto dai ricercatori dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena (IRE) di Roma. Il team ha identificato un nuovo meccanismo che spiega perché questo tumore del sangue, che colpisce le plasmacellule del midollo osseo, smetta di rispondere ai trattamenti, aprendo la strada a strategie terapeutiche più efficaci nel tempo.

Il ruolo chiave della proteina Nrf1 nella resistenza terapeutica

Lo studio ha rivelato che le cellule del mieloma multiplo si avvalgono della proteina Nrf1 come di una centralina di comando per adattarsi e resistere all’azione dei farmaci, in particolare al bortezomib, un inibitore del proteasoma utilizzato come terapia di prima linea. Attraverso l’analisi di campioni provenienti da pazienti e la sperimentazione su modelli preclinici, è stato dimostrato che il blocco dell’attività di Nrf1 porta a una significativa riduzione della massa tumorale e a un aumento della sopravvivenza. La scoperta di una sequenza di DNA che funziona come un “interruttore” per regolare Nrf1 ha consentito di sviluppare molecole antisenso capaci di ridurne l’attività, rallentando così la crescita tumorale e potenziando l’efficacia del bortezomib.

Mieloma, nuove scoperte sul gene GABARAP e la visibilità immunitaria del tumore

Parallelamente, un altro studio italiano condotto dall’IRCCS Candiolo ha evidenziato come la perdita del gene GABARAP nelle cellule tumorali contribuisca a rendere il mieloma multiplo “invisibile” al sistema immunitario. Questo fenomeno compromette l’azione immunogenica del bortezomib, riducendo la capacità del sistema immunitario di riconoscere e attaccare le cellule neoplastiche. I ricercatori hanno poi dimostrato che l’uso combinato di bortezomib con la rapamicina, un farmaco già impiegato in clinica per altre indicazioni, può ripristinare la visibilità delle cellule tumorali e migliorare la risposta terapeutica, proponendo un potenziale nuovo approccio per i pazienti con bassi livelli di GABARAP.

Questi studi sottolineano l’importanza di approfondire i meccanismi molecolari alla base della resistenza nel mieloma multiplo, che in Italia conta circa 6.000 nuove diagnosi ogni anno. La ricerca continua a focalizzarsi su bersagli innovativi, come le proteine di regolazione e i geni coinvolti nella risposta immunitaria, con l’obiettivo di prolungare la durata e l’efficacia delle terapie attuali.

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