Un’indagine su larga scala condotta da team asiatico mette fine alle polemiche: i cellulari favoriscono davvero il cancro?
Un vasto studio internazionale ha definitivamente chiarito il dibattito sulla possibile correlazione tra cellulari e cancro, confermando l’assenza di prove che colleghino le radiofrequenze (RF) emesse dai dispositivi mobili a un aumento del rischio oncologico.
Uso di cellulari e cancro: uno studio internazionale mette fine alle polemiche
La ricerca, frutto di una collaborazione tra istituti di ricerca sudcoreani e giapponesi, ha replicato con rigore i test del National Toxicology Program (NTP) statunitense, i cui risultati del 2018 avevano suscitato preoccupazioni. Lo studio si è concentrato su ratti esposti per 104 settimane a segnali di telefonia mobile a 900 MHz con livelli di esposizione conformi agli standard di sicurezza umana. I risultati, ottenuti con esami ciechi da parte di patologi, hanno escluso un aumento significativo di tumori al cervello, cuore o ghiandole surrenali, confermando che i dati precedenti, basati su esposizioni più elevate, non si applicano alle condizioni reali d’uso.
Questa indagine si inserisce nel solco delle valutazioni dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), che nel 2011 aveva classificato le radiofrequenze come “possibili cancerogeni” (Gruppo 2B), ma senza fornire evidenze sufficienti per un rischio conclamato nell’uomo. Il quadro scientifico aggiornato rimane quindi rassicurante per gli utenti di telefonia mobile, supportato anche dall’esperienza e dalle valutazioni di enti come il NTP, che dal 1978 guida la ricerca tossicologica negli Stati Uniti.
Il ruolo dello zucchero nella crescita tumorale: cosa dice la scienza
Parallelamente, un ambito di ricerca sempre attivo riguarda la relazione tra consumo di zuccheri e sviluppo di tumori. Le più recenti analisi epidemiologiche, come uno studio olandese su oltre 120.000 persone, non hanno evidenziato un legame diretto tra zuccheri alimentari e cancro in senso stretto. Tuttavia, ricerche cellulari e su modelli animali indicano che un eccesso di zuccheri, in particolare il fruttosio, può favorire la crescita tumorale creando un ambiente infiammatorio favorevole, specie nel carcinoma mammario.
È importante sottolineare che l’organismo metabolizza tutti gli zuccheri in glucosio, usato come fonte energetica sia dalle cellule sane sia da quelle tumorali, ma con modalità metaboliche differenti. Inoltre, un consumo eccessivo di zuccheri contribuisce a condizioni come sovrappeso e obesità, riconosciute come fattori di rischio indiretti per diverse neoplasie.
L’impegno delle istituzioni scientifiche per la prevenzione oncologica
Nel contesto globale, l’IARC continua a coordinare ricerche e a redigere monografie scientifiche che valutano la cancerogenicità di agenti ambientali, chimici e biologici, fornendo un supporto cruciale alle politiche di salute pubblica. Nel 2026, in occasione del suo 60° anniversario, l’Agenzia ha organizzato una serie di eventi e conferenze per rafforzare la collaborazione internazionale nella lotta al cancro e nella prevenzione primaria.
Il National Toxicology Program, sotto la direzione del National Institute of Environmental Health Sciences, mantiene un ruolo di primo piano nello studio degli effetti tossicologici di sostanze e agenti ambientali, contribuendo a definire le linee guida di sicurezza per la popolazione.
Questi progressi scientifici sottolineano come la ricerca multidisciplinare e internazionale sia fondamentale per offrire informazioni affidabili e basate su evidenze, indispensabili per orientare correttamente le scelte di salute pubblica e individuale.
