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Ivass alle compagnie: “Applicare subito l’oblio oncologico, stop a richieste su malattie pregresse”

Redazione Saluteweb by Redazione Saluteweb
17 Gennaio 2026
in Notizie
Tumori testa-collo: come ottenere un secondo parere oncologico per una diagnosi più sicura

Tumori testa-collo: come ottenere un secondo parere oncologico per una diagnosi più sicura

Roma, 16 gennaio 2026 – Un significativo passo avanti nella tutela dei diritti delle persone guarite da tumore arriva dall’Ivass, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, che ha emanato un provvedimento per l’attuazione della legge sull’oblio oncologico. La normativa garantisce ai soggetti guariti il diritto di non dover fornire informazioni sulla loro malattia alle compagnie assicurative, evitando così discriminazioni nell’accesso alle polizze.

La normativa sull’oblio oncologico e le nuove disposizioni Ivass

Secondo il provvedimento, le compagnie assicurative dovranno adeguarsi alla legge sull’oblio oncologico e pertanto non potranno chiedere dati relativi alla precedente patologia oncologica ai loro clienti. Inoltre, sarà obbligatorio cancellare i dati già in possesso entro 30 giorni dal ricevimento della certificazione di avvenuto oblio oncologico. Queste disposizioni si applicano a chi è guarito da più di dieci anni, o da almeno cinque anni se minorenne al momento della diagnosi, oppure entro termini più brevi previsti da casi specifici.

L’Ivass, presieduta da Luigi Federico Signorini, ha sottolineato come tale misura “rafforza la trasparenza e la tutela dei consumatori, assicurando che chi ha superato una malattia oncologica possa accedere alle polizze senza discriminazioni”. La legge, entrata in vigore a inizio gennaio 2024, esclude la possibilità per le compagnie di richiedere informazioni sullo stato di salute una volta maturati i requisiti per l’esercizio del diritto all’oblio, evitando così disparità di trattamento.

Ruoli di vigilanza e obblighi delle compagnie assicurative

Le assicurazioni e gli intermediari hanno ora l’obbligo di aggiornare la documentazione precontrattuale entro 15 giorni dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale, inserendo una sezione dedicata al diritto all’oblio oncologico. Il Garante per la protezione dei dati personali vigilerà sul rispetto della normativa in materia di privacy, mentre l’Ivass controllerà la trasparenza e la correttezza dei comportamenti delle imprese e dei distributori assicurativi.

In caso di controversie legate all’oblio oncologico, è possibile rivolgersi all’Arbitro Assicurativo, organo che facilita la risoluzione delle dispute tra consumatori e compagnie. Secondo stime di Aimac, l’Associazione Italiana Malati di Cancro, in Italia sono circa 3,7 milioni le persone che hanno avuto una diagnosi di tumore, di cui circa un milione considerate guarite, sottolineando l’importanza sociale e sanitaria di questa tutela.

La misura non si applica alle polizze di responsabilità civile auto (Rc Auto) ma rappresenta un importante strumento per garantire pari diritti e contrastare le discriminazioni nel settore assicurativo.

Redazione Saluteweb

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