Roma, 22 gennaio 2026 – L’inquinamento atmosferico nelle città italiane si conferma una delle emergenze sanitarie più gravi, come sottolinea il recente rapporto di ISDE Italia, l’Associazione Medici per l’Ambiente. Nonostante alcune azioni intraprese, la situazione nel 2025 resta critica, con valori di inquinanti che superano di gran lunga i limiti di sicurezza stabiliti dall’Unione Europea e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). La persistenza di queste criticità evidenzia un ritardo strutturale nell’adozione di misure efficaci per la tutela della salute pubblica.
Inquinamento e impatto sulla salute pubblica
Secondo ISDE, le principali fonti di inquinamento nelle aree urbane italiane rimangono l’utilizzo di combustibili fossili per il riscaldamento domestico e il traffico veicolare e marittimo. Questi fattori continuano a delineare il profilo energetico delle città, con conseguenze dirette e misurabili sulla salute della popolazione. L’esposizione cronica agli agenti inquinanti è responsabile di un aumento significativo delle patologie respiratorie, cardiovascolari e della mortalità precoce. Roberto Romizi, presidente di ISDE Italia, evidenzia che «rimandare l’adozione di politiche efficaci significa accettare un carico evitabile di malattie e decessi prematuri, nonostante siano disponibili soluzioni tecnologiche e normative».
PM 2,5 e biossido di azoto: i nemici invisibili
Tra gli inquinanti più pericolosi spicca il particolato fine PM 2,5, che penetra profondamente nei polmoni e nel sistema circolatorio, causando danni sistemici. Il report ISDE indica che in 25 delle 27 città esaminate la concentrazione media annua supera il limite UE di 25 microgrammi per metro cubo. Milano, Torino e Padova si distinguono per le criticità maggiori: il capoluogo lombardo ha registrato ben 206 giorni con valori oltre la soglia consentita, contro un massimo di 18 previsto dalla normativa. Complessivamente, l’esposizione al PM 2,5 è responsabile di circa 6.700 morti premature in questi centri urbani, con un’incidenza che a Milano arriva al 14% dei decessi non traumatici.
Altro inquinante di rilievo è il biossido di azoto (NO₂), strettamente legato al traffico veicolare e navale. In particolare, nelle città portuali come Napoli, Palermo, Catania e Genova, il trasporto marittimo contribuisce a mantenere elevati i livelli di NO₂ per gran parte dell’anno. Anche nelle metropoli come Roma, Torino e Milano i valori giornalieri superano frequentemente quelli raccomandati dall’OMS, segnalando un carico di traffico troppo elevato e incompatibile con gli obiettivi di qualità dell’aria.
Ruolo e responsabilità nel settore sanitario
Un aspetto meno noto ma di grande rilievo riguarda il contributo del settore sanitario alle emissioni inquinanti. Secondo il presidente Romizi, l’area sanitaria è responsabile di circa il 5% delle emissioni di CO₂ in Italia, posizionandosi al quinto posto mondiale se fosse uno Stato a sé stante. Tale dato assume una rilevanza ancora maggiore alla luce degli obiettivi di decarbonizzazione stabiliti dall’Accordo di Parigi, poiché senza un cambiamento radicale anche il settore sanitario continuerà a incrementare la sua impronta carbonica, raggiungendo entro il 2050 livelli insostenibili.
I danni sanitari causati dall’inquinamento non si limitano più ai tumori polmonari, ma includono un’ampia quota di morti per malattie cardiocerebrovascolari, dimostrando un effetto sistemico dell’aria contaminata. I bambini risultano particolarmente vulnerabili, con un’incidenza di mortalità evitabile superiore al 26%, superiore a quella degli adulti, che si attesta intorno al 23%. Per questo motivo ISDE promuove la formazione di medici e pediatri del territorio affinché diventino sentinelle ambientali e promotori di consapevolezza nelle comunità, soprattutto tra le famiglie con figli piccoli.
L’analisi dell’ISDE Italia ribadisce la necessità di interventi rapidi e mirati, che includano la riqualificazione energetica degli edifici e la drastica riduzione del traffico motorizzato, per invertire la rotta e tutelare la salute delle future generazioni.
