Gli ultimi dati ISS mostrano una diminuzione dei nuovi casi di influenza, ma la circolazione del virus resta elevata tra i più piccoli
L’andamento dell’influenza stagionale in Italia nel nuovo anno registra un rallentamento nei contagi, ma gli esperti invitano alla cautela, mettendo in guardia da possibili risalite nelle prossime settimane. I dati più recenti provenienti dalla sorveglianza RespiVirNet, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), evidenziano una flessione dei nuovi casi, ma la circolazione virale rimane significativa, soprattutto nelle fasce più vulnerabili.
Rallenta la diffusione dell’influenza ma resta alta l’attenzione
Tra il 22 e il 28 dicembre 2025, sono stati circa 820.000 i nuovi casi di influenza segnalati in Italia, in calo rispetto ai 980.000 della settimana precedente. Complessivamente, dall’inizio della stagione sono stati registrati 6,7 milioni di casi. Tuttavia, il calo potrebbe essere in parte dovuto a una minore attività di segnalazione durante il periodo natalizio. Gli specialisti del dipartimento di Malattie Infettive dell’ISS sottolineano che l’incidenza del virus potrebbe tornare a salire o comunque mantenersi elevata nelle prossime settimane.
L’incidenza più alta si conferma nella fascia di età 0-4 anni, con circa 39 casi per 1.000 assistiti, mentre la media generale si attesta a 14,5 casi per 1.000, in diminuzione rispetto ai 17,1 della settimana precedente. Il virologo Fabrizio Pregliasco, autorevole voce nel campo delle malattie infettive, evidenzia come la vera influenza continui a provocare casi impegnativi, in particolare per la sua capacità di generare complicanze gravi che richiedono ricovero ospedaliero.
Sorveglianza ospedaliera e tipologia di virus in circolazione
Il report ISS segnala un tasso di positività molto elevato nelle persone con infezioni respiratorie gravi ricoverate in ospedale, pari al 50,3%. Tra le forme complicate, si registra un aumento dei casi nella settimana dal 16 al 22 dicembre rispetto alla stagione precedente, con predominanza del sottotipo influenzale A/H3N2, noto per la sua aggressività. L’ISS sottolinea che la maggior parte dei pazienti con influenza grave non è vaccinata, ribadendo l’importanza della vaccinazione come principale arma di prevenzione.
A livello regionale, la circolazione del virus si mantiene molto intensa in Sicilia, alta in Campania e di media intensità in Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Umbria e Puglia, mentre nelle altre zone d’Italia l’attività virale è più contenuta.
Contesto più ampio: l’attenzione alle infezioni respiratorie
Questa situazione si inserisce in un contesto di sorveglianza integrata dei virus respiratori, che include anche l’attività di monitoraggio di altre patologie virali, come quelle causate da coronavirus. L’esperienza della recente emergenza Covid-19 ha infatti rafforzato l’importanza di una risposta coordinata e tempestiva per limitare l’impatto di epidemie respiratorie sul sistema sanitario nazionale.
La rete RespiVirNet, che coinvolge medici di medicina generale, pediatri, laboratori regionali e istituzioni sanitarie, continua a raccogliere dati fondamentali per orientare le strategie di prevenzione e controllo, con un occhio vigile alle possibili evoluzioni dell’epidemia influenzale e di altre infezioni respiratorie acute.
