La stagione dell’influenza mostra segnali di rallentamento, ma alcune regioni restano sotto pressione: tutti i dati
La stagione influenzale in Italia registra una fase di rallentamento, ma l’allerta rimane elevata a fronte di una diffusione ancora significativa, con quasi 9,2 milioni di casi confermati e una previsione di ulteriori 5 milioni di contagi entro la fine di febbraio. La sorveglianza di RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) conferma un calo generale dell’incidenza, ma con alcune regioni ancora in fase di intensa circolazione virale, in particolare Campania, Basilicata e Puglia.
Influenza 2026: andamento epidemiologico e impatto regionale
Secondo l’ultimo aggiornamento ISS, il tasso di incidenza medio nazionale è sceso a 12,7 casi ogni 1.000 abitanti, con una riduzione degli accessi al pronto soccorso e dei ricoveri per infezioni respiratorie gravi. Tuttavia, la situazione rimane critica soprattutto in Campania, dove si registrano 23,7 casi ogni 1.000 abitanti, quasi il doppio della media nazionale, e in Basilicata (21,8 casi). Anche la Puglia evidenzia un aumento significativo, con 20,9 casi per 1.000 assistiti, mentre altre regioni come Sardegna, Abruzzo, Bolzano e Sicilia mantengono valori sopra la media.
L’incidenza più alta si osserva tra i bambini sotto i 4 anni, categoria particolarmente vulnerabile che ha visto un lieve rialzo dopo una flessione durante le vacanze di fine anno, attestandosi a 40,2 casi ogni 1.000. Proprio i più piccoli rappresentano un vettore cruciale nella trasmissione del virus, soprattutto in contesti come scuole e asili, ambienti che facilitano la diffusione.
Bambini, sintomi e gestione del contagio
Il virologo Fabrizio Pregliasco, docente all’Università Statale di Milano e direttore sanitario presso l’Irccs Galeazzi-Sant’Ambrogio, sottolinea come “mandare i bambini malati a scuola o al nido equivalga a una ‘bomba biologica’ in grado di propagare rapidamente il virus”. Pregliasco richiama anche l’attenzione sulle convulsioni febbrili, un fenomeno che può interessare i bambini con febbre alta e risposta immunitaria particolarmente vigorosa. Per i genitori è fondamentale mantenere la calma e seguire le indicazioni mediche, come la riduzione della temperatura corporea attraverso spugnature fredde e l’uso di farmaci anticonvulsivanti se prescritti.
La prevenzione si basa non solo sulla vaccinazione antinfluenzale, ma anche su buone pratiche igieniche e una corretta alimentazione che favorisca la salute del microbiota intestinale, elemento chiave per la risposta immunitaria. Camilla Pizzoni, Direttore Generale di Pool Pharma, evidenzia l’importanza di una dieta ricca di cereali integrali, legumi, pesce, frutta secca e alimenti fermentati come yogurt e kefir, integrata all’occorrenza con probiotici.
Sorveglianza e prevenzione tra le regioni: il ruolo della Campania
La Campania rappresenta l’area con il carico più elevato di casi di influenza, con un’incidenza che supera il doppio della media nazionale. Questa situazione richiede un’attenzione particolare alle misure di prevenzione e un monitoraggio costante per evitare ulteriori complicazioni e sovraccarichi nei servizi sanitari regionali. Anche la Basilicata e la Puglia mostrano segnali di intensità elevata, mentre il resto del Paese beneficia di un trend in attenuazione.
L’ISS raccomanda la massima cautela, soprattutto nelle scuole e negli asili, dove la gestione dei contatti e la tempestiva identificazione dei sintomi possono limitare la diffusione del virus. La combinazione di vaccini aggiornati, interventi alimentari mirati e corrette abitudini igieniche resta la strategia più efficace per proteggere la popolazione, con un’attenzione particolare ai soggetti più fragili come i bambini e gli anziani.
L’attenzione rimane alta anche per la possibile evoluzione della situazione influenzale, in particolare per le varianti emergenti e per i rischi associati a complicanze come la polmonite, tema su cui continua a vigilare la comunità scientifica italiana ed europea.
