Influenza, nuovo picco per il freddo? Meglio evitare ambienti chiusi affollati

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Influenza | Pixabay @yaoinlove - Saluteweb

Redazione Saluteweb

6 Gennaio 2026

Roma, 6 gennaio 2026 – L’influenza continua a influenzare la salute di migliaia di italiani nei primi giorni del nuovo anno, soprattutto a causa della diffusione della variante K. Tuttavia, gli esperti invitano a non attribuire al freddo un ruolo diretto nel causare un nuovo picco influenzale, pur sottolineando l’importanza di adottare misure preventive adeguate.

Influenza e freddo: cosa dicono gli esperti

Secondo il professor Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), il brusco calo delle temperature può favorire un aumento delle infezioni respiratorie, ma non necessariamente un nuovo incremento significativo dei casi di influenza stagionale. «Il picco influenzale – ha spiegato Andreoni in un’intervista ad Adnkronos Salute – è stato già raggiunto tra Natale e Capodanno e non si è osservata alcuna nuova risalita dopo il calo dei casi».

L’esperto raccomanda comunque attenzione, in particolare verso le categorie più vulnerabili, come anziani, cardiopatici e immunodepressi, che dovrebbero limitare gli sbalzi di temperatura e, se possibile, evitare luoghi chiusi e affollati per ridurre il rischio di contagio o ricadute.

Il ruolo indiretto del freddo e l’importanza della prevenzione

L’epidemiologo Massimo Ciccozzi, ricercatore presso l’Istituto Superiore di Sanità e docente universitario, sottolinea che il freddo agisce indirettamente aumentando il tempo trascorso in ambienti chiusi, dove il rischio di trasmissione virale è più elevato. «Non è tanto il freddo in sé a causare più contagi, ma il fatto che si stia più spesso al chiuso – ha spiegato Ciccozzi –. Per questo motivo è fondamentale continuare a indossare la mascherina sui mezzi di trasporto pubblico e nei luoghi affollati».

Il ritorno a scuola rappresenta un altro potenziale fattore di aumento dei casi influenzali, anche se attualmente si registra una diminuzione generale delle infezioni. Inoltre, molte delle nuove infezioni respiratorie non sono necessariamente dovute al virus influenzale, ma a virus simili che circolano in questo periodo.

L’esperienza e il contributo dei protagonisti della ricerca

Il profilo professionale di Massimo Andreoni evidenzia un’esperienza consolidata nella gestione delle malattie virali, in particolare tra pazienti immunocompromessi, con un ruolo di rilievo nella comunicazione scientifica e nella promozione della prevenzione vaccinale.

Dall’altra parte, il professor Massimo Ciccozzi si distingue per la sua attività di ricerca in epidemiologia molecolare e biostatistica, con oltre 560 pubblicazioni internazionali e numerosi riconoscimenti, tra cui il titolo di Ufficiale della Repubblica per il suo contributo durante la pandemia. La sua esperienza internazionale e il ruolo di consulente per l’Organizzazione Mondiale della Sanità rafforzano l’autorevolezza delle sue indicazioni in materia di controllo delle infezioni respiratorie.

Le raccomandazioni degli esperti convergono sull’importanza di mantenere alta l’attenzione sulle misure di prevenzione, soprattutto in un periodo caratterizzato da temperature rigide e da un aumento naturale delle infezioni respiratorie stagionali.

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