Firenze, 5 gennaio 2026 – La stagione dell’influenza 2025-2026 si conferma particolarmente intensa in Italia, con una curva dei contagi in aumento dopo la breve flessione osservata durante le festività natalizie. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e i medici di famiglia segnalano un imminente picco di casi influenzali previsto nei giorni successivi alla riapertura delle scuole dopo la Befana, che agirà da catalizzatore per la diffusione del virus.
Andamento dell’epidemia e dati sull’influenza
Nell’ultima settimana di dicembre, tra il 22 e il 28, l’incidenza dell’influenza è stata stimata a 14,5 casi ogni 1.000 assistiti, una flessione rispetto ai 17,1 casi della settimana precedente. Tuttavia, questa apparente diminuzione è attribuibile principalmente alla riduzione delle visite mediche e alla chiusura scolastica durante le festività. Nel complesso, dall’inizio della sorveglianza sono stati registrati circa 6,7 milioni di casi in Italia, con una stima di 820mila nuovi contagi solo nell’ultima settimana di dicembre. La fascia più colpita resta quella dei bambini da 0 a 4 anni, con circa 39 casi ogni 1.000 assistiti.
Gli specialisti del dipartimento di Malattie Infettive dell’ISS prevedono un ritorno a un’incidenza elevata nelle prossime settimane, soprattutto dopo la riapertura delle scuole. La variante dominante è il ceppo influenzale mutato H3N2, denominato K, che ha causato una rapida diffusione anche a livello internazionale, colpendo duramente Stati Uniti, Giappone e Regno Unito.
Indicazioni e raccomandazioni per la popolazione
Elisabetta Alti, vicepresidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Firenze e nuovo direttore del Dipartimento di Medicina Generale della AUSL Toscana Centro, sottolinea l’importanza di non sottovalutare l’influenza: «Il virus circola ancora in modo molto intenso, con numerosi pazienti che lamentano febbre, dolori muscolari, affaticamento e sintomi respiratori. È fondamentale mantenere alta la guardia e adottare comportamenti responsabili».
L’ISS ha aggiornato le proprie FAQ per sfatare false credenze, ricordando che gli antibiotici non sono efficaci contro i virus influenzali o il COVID-19 e il loro uso improprio può favorire la resistenza batterica. Oltre alla vaccinazione, si raccomandano misure di prevenzione quali l’igiene delle mani, l’uso corretto di fazzoletti o l’incavo del gomito per starnuti e colpi di tosse, il distanziamento da persone con sintomi e l’evitare di toccarsi occhi, naso e bocca.
La sfida della medicina generale e la digitalizzazione
Nel contesto di questa stagione influenzale impegnativa, assume rilievo anche il ruolo della medicina generale, come evidenziato dalla dottoressa Alti, che dall’estate scorsa guida il Dipartimento di Medicina Generale della Toscana Centro. La sua esperienza come medico di famiglia, coordinatore di Aggregazione Funzionale Territoriale (AFT) e responsabile del tirocinio per la formazione in medicina generale, è un punto di riferimento per affrontare la riorganizzazione del sistema sanitario territoriale.
Alti evidenzia come la pandemia abbia accelerato l’adozione di modelli di cura basati sul lavoro di equipe multidisciplinare e sull’introduzione di soluzioni digitali, quali teleconsulto e diagnostica point of care, strumenti essenziali per rispondere in modo tempestivo e personalizzato alle esigenze dei pazienti, soprattutto quelli cronici.
L’influenza, in questo scenario, non è solo un’emergenza sanitaria stagionale ma un test per l’efficacia delle strategie di prevenzione, cura e gestione territoriale che dovranno garantire la tutela della salute pubblica nel prossimo futuro.
