Come pensare positivo può aiutare il sistema immunitario

Sistema immunitario

saluteweb.it

Redazione Saluteweb

20 Gennaio 2026

Tel Aviv, 20 gennaio 2026 – Un nuovo studio condotto dall’Università di Tel Aviv conferma come pensare positivo possa potenziare la risposta immunitaria, aprendo prospettive innovative nella medicina preventiva e nei trattamenti vaccinali. La ricerca, pubblicata recentemente su Nature Medicine e guidata dal neuroscienziato Nitzan Lubianiker, coinvolge 85 volontari ed esplora il legame tra attività cerebrale e sistema immunitario.

L’attivazione dell’area tegmentale ventrale e la risposta del sistema immunitario

L’attenzione dello studio si concentra sull’Area tegmentale ventrale (VTA), una regione fondamentale per il sistema di ricompensa, la motivazione e la regolazione emotiva. I neuroni della VTA producono dopamina, l’ormone noto per il suo ruolo nel generare sensazioni di piacere e benessere. Sebbene precedenti ricerche abbiano evidenziato una connessione tra questa area e il sistema immunitario negli animali, la dimostrazione di tale relazione nell’uomo rappresenta un importante passo avanti.

Gli studiosi, guidati da Lubianiker – giovane ricercatore con dottorato presso l’Università di Tel Aviv (2023) –, hanno insegnato ai volontari a stimolare volontariamente la VTA attraverso tecniche mentali, come il richiamo di ricordi piacevoli, monitorando l’attività cerebrale con la risonanza magnetica funzionale. Dopo quattro sessioni di neurofeedback, ai partecipanti è stato somministrato un vaccino contro l’epatite B, con un monitoraggio successivo della risposta immunitaria. I risultati hanno mostrato che chi è riuscito a mantenere un’attività elevata nella VTA ha sviluppato livelli significativamente maggiori di anticorpi, suggerendo che un approccio mentale positivo possa amplificare l’efficacia vaccinale.

L’Università di Tel Aviv e la ricerca d’avanguardia

Fondata nel 1956, l’Università di Tel Aviv rappresenta il più grande ateneo pubblico israeliano, riconosciuto a livello internazionale per le sue avanzate ricerche scientifiche e per l’integrazione di metodologie all’avanguardia come il neurofeedback e le tecnologie di neuroimaging. Il lavoro di Lubianiker si inserisce in un contesto accademico che coniuga neuroscienze, intelligenza artificiale e biomedicina, orientato a sviluppare strategie terapeutiche non invasive.

Lubianiker, con pubblicazioni di rilievo su riviste scientifiche internazionali, utilizza tecniche di neurofeedback in tempo reale per modulare l’attività cerebrale, con applicazioni che spaziano dal trattamento della depressione maggiore all’ottimizzazione della risposta immunitaria, aprendo nuove frontiere nella medicina personalizzata.

L’importanza di questo studio risiede anche nella possibilità di approfondire i meccanismi neurali sottesi all’effetto placebo, un fenomeno noto ma ancora poco compreso, che potrebbe trovare una spiegazione scientifica attraverso l’indagine delle dinamiche della VTA e del sistema dopaminergico.

Ulteriori ricerche su scala più ampia saranno necessarie per valutare la replicabilità e l’applicabilità clinica di questi risultati, ma la scoperta rappresenta un importante passo verso l’integrazione di approcci psicologici e neuroscientifici per potenziare la salute immunitaria.

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