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Cheratocono, cos’è e quali sono i suoi sintomi

Andrea Zoccolan by Andrea Zoccolan
31 Agosto 2024
in Approfondimenti
Occhio donna

Immagine | Pixabay @PublicDomainPictures

In che cosa consiste la patologia oculare degenerativa che colpisce la cornea, quando si manifesta e perchè è importante la diagnosi per prevenire il peggioramento della vista

Il cheratocono è una malattia oculare degenerativa che colpisce la cornea, la membrana trasparente situata nella parte anteriore dell’occhio. Questa condizione si manifesta generalmente durante l’infanzia o la pubertà e tende a progredire fino ai 35-40 anni, sebbene in alcuni casi possa continuare a peggiorare anche oltre questa fascia di età. La patologia si caratterizza per un assottigliamento e una deformazione della cornea, che assume una forma conica invece che sferica, compromettendo la qualità della visione.

Il cheratocono colpisce entrambi gli occhi, spesso con gravità diversa, ed è associato a una serie di altre condizioni, tra cui allergie, amaurosi congenita di Leber, distrofie corneali, sindrome di Down e malattie del collagene. Sebbene le cause esatte non siano del tutto chiare, è noto che la malattia abbia un’importante componente genetica e familiare, colpendo in particolare individui con predisposizioni allergiche che tendono a sfregarsi gli occhi, aggravando così la degenerazione del tessuto corneale.

L’importanza della diagnosi

La diagnosi del cheratocono è essenziale per prevenire il peggioramento della malattia e preservare la vista. Esistono diversi strumenti diagnostici avanzati per identificare il cheratocono nelle sue fasi iniziali, anche prima della comparsa dei sintomi. Tra questi, la tomografia corneale permette di studiare la curvatura, l’elevazione e lo spessore della cornea a più livelli, mentre la topografia corneale fornisce una mappa dettagliata della superficie corneale anteriore.

Occhio illuminato dal sole
Foto | Pexels
@Amine Mayoufi

La pachimetria misura lo spessore corneale e identifica i punti più sottili, mentre i test biomeccanici, attraverso un soffio d’aria e l’analisi ad alta velocità, possono rilevare le prime deformazioni corneali. Nei casi più avanzati, quando il tessuto corneale diventa estremamente sottile e rischia di perforarsi, può essere necessario un trapianto di cornea per salvare la vista. Tuttavia, una delle terapie più innovative e meno invasive è il Cross Linking Corneale, che consiste nell’applicazione di un collirio a base di riboflavina (Vitamina B2) attivato da un’irradiazione laser con raggi UVA. Questo trattamento rafforza i legami tra le fibre di collagene nella cornea, arrestando o rallentando la progressione della malattia.

La corretta terapia

Negli ultimi anni, sono state sviluppate ulteriori innovazioni terapeutiche presso il Centro Oculistico di Humanitas, tra cui la Iontoforesi, che facilita la penetrazione del farmaco nel tessuto corneale, e il rimodellamento laser della cornea prima del Cross Linking. Questi trattamenti rappresentano passi avanti significativi nella gestione del cheratocono, offrendo soluzioni meno invasive e più efficaci per i pazienti. Nonostante la natura ereditaria della malattia renda impossibile una vera e propria prevenzione, la diagnosi precoce è fondamentale.

Esami oculistici completi, inclusi test specifici come la topografia corneale, sono raccomandati durante lo sviluppo, soprattutto per i bambini con familiarità per il cheratocono o sintomi di visione offuscata difficilmente correggibile con gli occhiali. Intervenire tempestivamente può preservare una buona acuità visiva, evitando il ricorso a trattamenti più invasivi come il trapianto di cornea. La prevenzione passa quindi attraverso controlli regolari e una diagnosi accurata, essenziali per gestire una malattia complessa e progressiva come il cheratocono.

Andrea Zoccolan

Andrea Zoccolan

Nato a Milano nel 1990, mi sono occupato per circa dieci anni di giornalismo e comunicazione in ambito sportivo, per poi passare alla cronaca. Innamorato delle inquadrature di Yorgos Lanthimos, dei libri di Emmanuel Carrère e delle geometrie di Thiago Motta, la mia vera debolezza resta la cucina cinese

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