Brodo di ossa, fa bene davvero? La verità sul nuovo fenomeno social

Brodo di ossa

Brodo di ossa | Pixabay @fcafotodigital - Saluteweb

Federico Liberi

2 Gennaio 2026

Sempre più diffuso tra gli appassionati di benessere, il brodo di ossa conquista i social e il mercato globale: ma fa davvero bene?

Il brodo di ossa si conferma protagonista di un trend alimentare e salutistico in continua crescita, alimentato da un interesse sempre più diffuso sui social media e supportato da una solida base scientifica limitatamente ad alcuni aspetti specifici. Il mercato globale di questo alimento funzionale è stimato raggiungere un valore di 1,62 miliardi di euro entro il 2030, secondo Fortune Business Insights.

I benefici scientificamente riconosciuti del brodo di ossa

La biologa nutrizionista Valentina Galiazzo, coordinatrice della Commissione Nutrizione dell’Ordine dei Biologi di Puglia e Basilicata, sottolinea che il brodo di ossa deve essere preparato con ossa di manzo provenienti da animali grass fed, ossia allevati al pascolo e nutriti con erba, per garantire un contenuto nutrizionale ottimale. La lunga cottura, che si estende almeno per 12 ore, permette il rilascio di collagene, condroitina e glucosamina, nutrienti fondamentali per la salute delle cartilagini, della pelle e delle mucose intestinali.

In particolare, il brodo di ossa risulta particolarmente efficace nel supportare la salute intestinale grazie alla glucosamina, che favorisce il rivestimento e la permeabilità della mucosa intestinale, risultando utile in caso di disturbi infiammatori intestinali. Tuttavia, la dottoressa Galiazzo avverte che, nonostante la sua popolarità, mancano prove scientifiche solide per altri presunti benefici come il miglioramento della fertilità o del benessere articolare, spesso associati in modo non fondato a questo alimento.

Precauzioni e limiti nel consumo del brodo di ossa

Un eccesso nel consumo può comportare rischi legati alla possibile presenza di metalli pesanti, come piombo e cadmio, concentrati nelle ossa di animali non allevati con elevati standard qualitativi. Per questo motivo, la nutrizionista consiglia di limitare a un massimo di due porzioni settimanali da 250 ml ciascuna l’assunzione di brodo di ossa.

La qualità delle materie prime e il brodo Pandiani

La qualità delle materie prime è determinante per ottenere un brodo di ossa realmente benefico. Un esempio di eccellenza è rappresentato dalla Bottega dei Conti di Rho, Milano, una macelleria storica che, da oltre sessant’anni, seleziona carni provenienti da allevamenti semi-liberi e grass fed, rispettando rigidi standard di sostenibilità e qualità italiana.

Qui si produce il celebre brodo Pandiani, frutto della collaborazione con un medico chiropratico milanese. Questa ricetta prevede una cottura di 24 ore a bassa temperatura, con l’aggiunta di aceto di mele e verdure, senza pastorizzazione, ma conservata sottovuoto per mantenere intatti i nutrienti. Il brodo Pandiani è apprezzato soprattutto per il supporto alla salute delle cartilagini e si può acquistare anche online, unendo tradizione e comodità per chi desidera integrare questo alimento nella propria dieta quotidiana.

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