Virus Respiratorio Sinciziale: l’epidemia più pericolosa dell’influenza

Virus Respiratorio Sinciziale

Virus Respiratorio Sinciziale | Pixabay @Mohammed_Haneefa_Nizamudeen - Saluteweb

Federico Liberi

11 Febbraio 2026

Cresce l’allerta per il Virus Respiratorio Sinciziale: aumentano i ricoveri pediatrici e si rafforzano le strategie di prevenzione.

In Piemonte si conferma una situazione di particolare attenzione per quanto riguarda le infezioni respiratorie pediatriche, con un aumento significativo di casi attribuibili al Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), che rappresenta la minaccia più rilevante tra le infezioni invernali, superando in gravità l’influenza stagionale per i più piccoli.

Epidemia di Virus Respiratorio Sinciziale: dati e ricoveri in Piemonte

Sono 74 i bambini attualmente ricoverati negli ospedali torinesi per insufficienza respiratoria acuta causata da infezioni virali respiratorie, con il maggior numero di casi concentrato all’ospedale Regina Margherita, struttura di riferimento regionale per la pediatria. Nel dettaglio, si contano 43 pazienti al Regina Margherita, 10 al Martini, 7 al Maria Vittoria, oltre a ricoveri diffusi nelle pediatrie delle ASL della provincia torinese: 6 a Pinerolo, 8 a Rivoli, 3 nell’ASL Torino 3, 9 nell’ASL Torino 4 e 8 a Chieri (ASL Torino 5).

La condizione comune a questi pazienti è l’insufficienza respiratoria acuta, una situazione clinica grave che richiede cure ospedaliere immediate. Il principale agente patogeno individuato è il Virus Respiratorio Sinciziale, responsabile di un aumento della circolazione virale nelle ultime settimane, soprattutto tra i bambini di età inferiore ai cinque anni.

Secondo i dati regionali, mentre l’incidenza delle infezioni respiratorie acute diminuisce nelle altre fasce di età, nei bambini da 0 a 4 anni si osserva da tre settimane un trend in crescita, con un’incidenza pari a 9,4 casi ogni mille assistiti nella quinta settimana dell’anno. La sorveglianza virologica RespiVirNet segnala come agenti patogeni prevalenti il VRS, seguito da coronavirus diversi dal SARS-CoV-2, rhinovirus, virus influenzali, adenovirus, SARS-CoV-2 e virus parainfluenzali.

Caratteristiche cliniche e prevenzione: l’importanza di Nirsevimab e Abrysvo

Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) è un virus altamente contagioso che si trasmette per via aerea attraverso le goccioline emesse da tosse e starnuti, o per contatto diretto con secrezioni nasali infette. Il periodo di maggiore diffusione si estende da novembre ad aprile, con picchi tra gennaio e marzo. Il tempo di incubazione varia da quattro a sei giorni.

Il VRS è la causa principale di bronchiolite e polmonite nei bambini sotto i due anni, in particolare nei lattanti tra i 2 e gli 8 mesi, e può causare forme gravi soprattutto nei prematuri e nei piccoli con patologie cardiopolmonari o neuromuscolari. La malattia può presentarsi inizialmente con sintomi lievi simili a un raffreddore, ma può evolvere rapidamente in insufficienza respiratoria, richiedendo talvolta l’ospedalizzazione e il supporto intensivo.

Dal punto di vista preventivo, la stagione 2024-2025 ha segnato una svolta con l’introduzione dell’anticorpo monoclonale Nirsevimab, che offre una protezione estesa a tutti i neonati durante la prima stagione di esposizione al virus. Questo anticorpo monoclonale a lunga durata d’azione impedisce la replicazione virale ed è somministrato in un’unica dose all’inizio della stagione epidemica, generalmente tra ottobre e marzo. L’immunizzazione con Nirsevimab è gratuita e particolarmente indicata per i neonati e bambini sotto i 24 mesi con condizioni di fragilità, superando le limitazioni del precedente Palivizumab, che era riservato solo a categorie più ristrette di piccoli pazienti.

Parallelamente, è disponibile anche un vaccino chiamato Abrysvo, approvato da EMA e AIFA per la protezione anti-VRS negli adulti sopra i 60 anni e nelle donne in gravidanza. La vaccinazione materna tra la 24ª e la 36ª settimana di gestazione consente di proteggere il neonato dalla nascita fino ai sei mesi di età, periodo in cui il rischio di infezione è più elevato. Le società scientifiche italiane raccomandano la somministrazione del vaccino preferibilmente a partire dalla 28a settimana di gestazione, con benefici maggiori se effettuata prima o durante i mesi di maggiore circolazione virale.

Va sottolineato che Nirsevimab non è un vaccino ma un anticorpo monoclonale, e sebbene non prevenga sempre l’infezione, riduce significativamente la gravità della malattia e la necessità di ricovero. Per questo motivo, nei bambini più vulnerabili, è essenziale integrare l’immunizzazione con rigide misure di protezione quotidiane, come il lavaggio frequente delle mani, l’evitare il fumo passivo e la limitazione dell’esposizione a luoghi affollati.

Impatto clinico e prospettive per la stagione invernale

Attualmente, al Regina Margherita, dei 43 bambini ricoverati, tre si trovano in terapia intensiva in condizioni stabili, presentando anche infezioni associate da altri agenti patogeni. L’immunizzazione con Nirsevimab dura circa sei mesi, ma è possibile che bambini di età superiore ai 12 mesi si infettino comunque.

L’epidemia ha già coinvolto circa 784 mila persone in Piemonte da metà ottobre, con 40 mila nuovi casi solo nell’ultima settimana di gennaio. Gli esperti prevedono un progressivo calo dell’incidenza tra fine febbraio e inizio marzo, anche se la circolazione virale potrebbe persistere in maniera disomogenea a causa di variabili climatiche e ambientali.

La stagione influenzale si avvicina al picco e, sebbene la situazione generale migliori, è importante ricordare che l’impatto più severo è riservato ai bambini non protetti da misure immunitarie. Le strategie di prevenzione attuate finora, comprese le campagne di somministrazione di Nirsevimab e la promozione della vaccinazione materna con Abrysvo, rappresentano strumenti fondamentali per ridurre la morbilità e la pressione sugli ospedali pediatrici regionali.

Le famiglie e gli operatori sanitari sono invitati a mantenere alta l’attenzione e a seguire scrupolosamente le indicazioni per la prevenzione del contagio, soprattutto nel caso di bambini con fattori di rischio, per garantire una gestione efficace e tempestiva delle infezioni da Virus Respiratorio Sinciziale.

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