Tumori, nuovo studio evidenzia legame tra consumo di cibi ultra-processati e rischio aumentato

Cibi ultra processati: che cosa sono e che impatto hanno sulla salute

Cibi ultra processati: che cosa sono e che impatto hanno sulla salute | Pixabay @Doucefleur - Saluteweb

Marco Viscomi

14 Febbraio 2026

Nuove ricerche italiane evidenziano il legame tra consumo di cibi ultra-processati e aumento del rischio di mortalità, soprattutto nei pazienti oncologici

 

Pozzilli (IS), 14 febbraio 2026 – L’attenzione scientifica sul ruolo degli alimenti ultra-processati nella salute pubblica si fa sempre più stringente, soprattutto per chi convive con una diagnosi di tumore. Recenti studi (ricerca Neuromed) condotti dall’Unità di Epidemiologia e Prevenzione dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli, con il supporto della Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, confermano che un elevato consumo di questi prodotti alimentari industriali può incidere negativamente sulla sopravvivenza dei pazienti oncologici.

Gli effetti dei cibi ultra-processati sulla mortalità in pazienti oncologici

La ricerca italiana, basata sul progetto Moli-sani, ha seguito per quasi 15 anni oltre 24.000 partecipanti, con un focus particolare su 802 persone già diagnosticate con tumore. Utilizzando la classificazione NOVA, che distingue gli alimenti in base al grado di trasformazione industriale, è stato possibile correlare l’assunzione di alimenti ultra-processati con un aumento significativo del rischio di mortalità. In particolare, chi consumava in misura maggiore questi alimenti mostrava un incremento del 48% del rischio di mortalità per tutte le cause e del 59% per cause oncologiche, rispetto a chi seguiva una dieta più naturale e meno processata.

Marialaura Bonaccio, principale autrice dello studio e ricercatrice presso Neuromed e Fondazione Umberto Veronesi, sottolinea che “gli effetti negativi sulla salute non derivano solo da un profilo nutrizionale povero, ma anche dalle sostanze chimiche introdotte durante la lavorazione industriale che alterano il metabolismo, il microbiota intestinale e promuovono l’infiammazione”. Questi meccanismi possono comprometterne la sopravvivenza indipendentemente dalla qualità complessiva della dieta, anche se questa è aderente al modello salutare della dieta mediterranea.

Alimenti ultra-processati: che cosa sono e che impatto hanno sulla salute
Cibi ultra processati: che cosa sono e che impatto hanno sulla salute | Pixabay @happy_lark – Saluteweb

Caratteristiche e rischi degli alimenti ultra-processati

Gli alimenti ultra-processati, come evidenziato anche dalle ricerche del Mario Negri e da studi internazionali, sono prodotti industriali caratterizzati da una lunga lista di ingredienti, tra cui additivi artificiali, conservanti, aromi sintetici, zuccheri aggiunti e grassi non salutari. Spesso poveri di fibre e nutrienti essenziali, questi alimenti sono progettati per essere altamente appetibili, ma hanno un impatto metabolico e comportamentale negativo.

Un dato allarmante è il crescente consumo di questi alimenti anche in Italia, dove la quota di apporto calorico da ultra-processati è aumentata dal 12% al 23% tra il 2005 e il 2020, come evidenziato da Laura Rossi, direttrice del Reparto Alimentazione, Nutrizione e Salute dell’ISS. Questa tendenza è associata a un aumento di patologie croniche, tra cui obesità, diabete, malattie cardiovascolari e alcune forme tumorali.

L’esperimento del National Institutes of Health (NIH), condotto da Kevin Hall, ha dimostrato che una dieta basata esclusivamente su alimenti ultra-processati induce un incremento calorico spontaneo di circa 500 calorie al giorno, con conseguente aumento di peso significativo in breve tempo. Questo fenomeno è spiegato dall’alterazione dei meccanismi di sazietà e dal potenziamento dei circuiti cerebrali del piacere, rendendo difficile il controllo dell’appetito.

Classificazione e suggerimenti pratici per la riduzione del consumo

La distinzione tra alimenti processati e ultra-processati è fondamentale: mentre i primi subiscono trasformazioni minori e contengono ingredienti tradizionali, i secondi includono additivi esclusivi dell’industria alimentare, come emulsionanti, coloranti e stabilizzanti.

Tra gli alimenti ultra-processati più dannosi per la salute, come evidenziato da uno studio condotto da ricercatori della Harvard TH Chan School of Public Health, figurano in particolare le bevande zuccherate, gli insaccati (hot dog, pancetta, salsicce di pollo), gli energy drink e i prodotti da forno industriali ricchi di additivi. Questi alimenti sono associati a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, coronariche e tumori.

La dottoressa Carlotta Franchi, dell’Istituto Mario Negri, consiglia di adottare un approccio consapevole alla spesa alimentare, privilegiando alimenti freschi o minimamente lavorati, come frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce e carni magre, da cucinare in casa. Leggere attentamente le etichette è fondamentale: prodotti con più di cinque ingredienti o con additivi alimentari sono probabilmente ultra-processati e andrebbero consumati con moderazione.

L’attenzione alle abitudini alimentari si rivela oggi una vera e propria sfida di salute pubblica, soprattutto per le categorie più vulnerabili come i pazienti oncologici, per i quali la dieta può significativamente influenzare l’esito della malattia. Le evidenze scientifiche più recenti invitano a ripensare l’alimentazione quotidiana, tornando a stili di vita più naturali e meno dipendenti da prodotti industriali altamente trasformati.

Change privacy settings
×