Dopo il caso della orte del piccolo Domenico, la ricerca si concentra sul miglior metodo di trasporto degli organi: i dettagli
Napoli, 22 febbraio 2026 – Il tragico caso del bambino deceduto a Napoli dopo un trapianto di cuore danneggiato riporta nuovamente all’attenzione pubblica la questione cruciale della sicurezza nel trasporto degli organi e dell’efficacia dei contenitori utilizzati.
L’evoluzione del trasporto degli organi: dall’era del ghiaccio alla perfusione a caldo
Da oltre 40 anni in Italia si utilizza il metodo tradizionale basato sul trasporto con contenitori riempiti di ghiaccio, una prassi che garantisce la conservazione degli organi solo a temperature molto basse. Tuttavia, questo sistema ha evidenziato limiti significativi, come sottolineato dal professor Igor Vendramin, direttore della SOC Cardiochirurgia di Udine: “L’utilizzo di contenitori con ghiaccio è ancora predominante, ma errori come quello di impiegare ghiaccio secco al posto di quello di acqua possono rivelarsi catastrofici”.
Negli ultimi anni, la frontiera tecnologica più avanzata è rappresentata dalla perfusione a caldo grazie al sistema Organ Care System (OCS), sviluppato dalla società americana TransMedics. Questa tecnologia consente di mantenere gli organi a temperatura corporea, all’interno di involucri trasparenti che permettono di monitorarne la vitalità in tempo reale, riducendo drasticamente i rischi di danni durante il trasporto e migliorando le probabilità di successo del trapianto.
Organ Care System: innovazione e limiti attuali in Italia
Fondata nel 1998 dal medico Waleed Hassanein, TransMedics ha dedicato quasi tre decenni a perfezionare questa tecnologia che sostituisce la tradizionale conservazione a freddo con una perfusione ossigenata a caldo. Hassanein ha dichiarato: “L’OCS permette non solo di conservare gli organi in condizioni di vita normali, ma anche di testarli e ottimizzarli prima del trapianto, minimizzando i rischi per il ricevente”.
Nonostante l’efficacia, l’adozione dell’OCS in Italia è ancora limitata a causa dei costi elevati e della mancanza di un adeguato sistema di rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Tuttavia, la recente legge di bilancio 2025 ha previsto uno stanziamento specifico per facilitare l’accesso a queste tecnologie avanzate. Il Ministero della Salute è in procinto di emanare un decreto attuativo che dovrebbe sbloccare queste risorse, aprendo la strada a una diffusione più ampia della perfusione a caldo e a un miglioramento complessivo della sicurezza nel trasporto degli organi per trapianto.
