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Studio Cambridge: dopo stop ai farmaci anti-obesità, 60% del peso recuperato in un anno

Una meta-analisi dell’Università di Cambridge rivela che la sospensione dei farmaci Glp-1 porta a un rapido recupero del peso, evidenziando l’importanza di strategie a lungo termine

Marco Viscomi by Marco Viscomi
12 Marzo 2026
in Cura di sé
Farmaci anti obesità

Farmaci anti obesità | Shutterstock

Cambridge, 11 marzo 2026 – Un ampio studio condotto dall’Università di Cambridge ha messo in luce un fenomeno importante riguardante i farmaci anti obesità della classe degli agonisti del recettore Glp-1, tra cui il noto semaglutide (commercializzato come Ozempic, Wegovy, Rybelsus) e la tirzepatide. I dati, raccolti da una meta-analisi di 48 studi, mostrano che chi sospende la terapia con questi farmaci tende a riprendere entro un anno il 60% del peso perso durante il trattamento.

Ripresa del peso dopo la sospensione della terapia

La ricerca, pubblicata sul Journal eClinicalMedicine, ha evidenziato che la maggior parte dei pazienti sottoposti a trattamento con agonisti del recettore Glp-1 recupera rapidamente una parte significativa del peso perso, con una ripresa media del 60% entro 12 mesi dalla fine della terapia. Le proiezioni a lungo termine indicano addirittura che la ripresa potrebbe arrivare fino al 75% del peso inizialmente perso. Questo dato sottolinea la difficoltà nel mantenere la perdita di peso una volta sospeso il farmaco.

Farmaci anti obesità, benefici persistenti e limitazioni

Nonostante la tendenza alla ripresa del peso dopo l’interruzione, alcuni esperti sottolineano che l’uso di questi farmaci riesce comunque a mantenere una riduzione significativa, quantificata in almeno il 5% del peso corporeo iniziale. Questa percentuale rappresenta un vantaggio clinico rilevante, soprattutto considerando il difficile percorso di gestione dell’obesità. Tuttavia, la sospensione della terapia può portare a un ritorno importante ai chili precedentemente persi, richiedendo un’attenta valutazione clinica e strategie di mantenimento a lungo termine.

La classe dei farmaci agonisti del recettore Glp-1, sviluppata inizialmente per il trattamento del diabete mellito di tipo 2, è diventata un punto di riferimento anche nella gestione dell’obesità. La semaglutide, in particolare, ha dimostrato elevata efficacia nel ridurre il peso corporeo, ma i risultati di questo studio evidenziano la necessità di un monitoraggio continuo e di un approccio integrato per evitare la recidiva ponderale dopo la sospensione del trattamento.

Tags: Farmaci anti obesitàOzempicsemaglutide
Marco Viscomi

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