Hamilton, 12 febbraio 2026 – Un recente studio della McMaster University di Hamilton, Ontario, conferma il potenziale degli smartwatch nel prevedere con circa un mese di anticipo le ricadute depressive. Questa scoperta rappresenta un significativo passo avanti nella gestione preventiva della depressione, una patologia caratterizzata da fasi intermittenti e spesso difficile da monitorare tempestivamente.
Smartwatch e monitoraggio precoce della depressione
La ricerca, pubblicata su JAMA Psychiatry, ha coinvolto 93 adulti canadesi con una storia di depressione, monitorati mediante smartwatch per un periodo da uno a due anni. I dispositivi hanno raccolto dati per oltre 32.000 giorni, analizzando parametri chiave come la qualità del sonno e il livello di attività quotidiana. L’irregolarità del sonno, segnalata come uno dei primi segnali di peggioramento, aumenta quasi del doppio il rischio di ricaduta, mentre il calo dei movimenti giornalieri emerge come un indicatore ancora più affidabile, riflettendo la diminuzione di energia e motivazione tipica delle fasi prodromiche.
Vantaggi del monitoraggio continuo e passivo
L’elemento innovativo risiede nella possibilità di una raccolta dati passiva e continua, senza interruzioni o dipendenza da autovalutazioni soggettive. Benicio N. Frey, coordinatore dello studio e docente presso la McMaster University, sottolinea come i progressi nell’intelligenza artificiale e nella tecnologia digitale aprano nuove prospettive per la prevenzione delle ricadute nella salute mentale. L’obiettivo è lo sviluppo di sistemi in grado di inviare segnali di allarme personalizzati, invitando i pazienti a consultare tempestivamente uno specialista.
Verso una psichiatria predittiva e personalizzata
L’uso di sensori intelligenti apre la strada a interventi terapeutici mirati e tempestivi, capaci di modulare la cura in base all’andamento individuale della malattia. Tuttavia, restano questioni aperte sulla tutela della privacy e sulla necessità di validare questi strumenti su campioni più ampi. Nel frattempo, il lavoro del Dr. Frey – noto per i suoi contributi nel campo delle neuroscienze comportamentali e della psichiatria – rafforza l’importanza di integrare tecnologia e medicina per migliorare la qualità di vita dei pazienti con disturbi dell’umore.
