Tra i rimedi naturali, il gel di aloe vera può essere utile grazie alla sua azione lenitiva ed emolliente, offrendo sollievo dalle punture dei pappataci.Se la lesione causata dalla puntura provoca dolore o se compaiono manifestazioni allergiche, è fondamentale rivolgersi al medico.
I pappataci sono vettori di vari parassiti, batteri e virus che possono causare malattie infettive, a volte molto gravi, sia negli esseri umani che negli animali. Vediamo le principali malattie che possono essere trasmesse attraverso le loro punture.
La leishmaniosi è probabilmente la malattia più conosciuta trasmessa dai pappataci. Questa patologia può colpire sia gli animali, in particolare i cani, sia gli esseri umani.
La leishmaniosi è causata da protozoi appartenenti al genere Leishmania. Questi parassiti entrano nei pappataci quando pungono un animale infetto e, attraverso un’altra puntura, possono essere trasferiti a animali sani o esseri umani, configurandosi così come una zoonosi.
Una volta trasmessi, i parassiti possono provocare diverse forme di leishmaniosi:
- Leishmaniosi cutanea: la forma più comune, si manifesta quando il parassita resta localizzato nella cute, provocando una lesione che può ulcerarsi.
- Leishmaniosi muco-cutanea: si verifica quando il parassita colpisce cute e mucose, causando lesioni cutanee e alle mucose della cavità orale e del naso.
- Leishmaniosi viscerale: la forma più grave, che se non trattata adeguatamente, può essere fatale. I sintomi coinvolgono diversi organi e apparati.
Nonostante la leishmaniosi possa essere grave nell’uomo, la prognosi è spesso favorevole. Tuttavia, nei cani, la malattia può essere letale se non trattata tempestivamente.
La febbre da pappataci, o “febbre dei tre giorni”, è un’altra malattia infettiva che può colpire l’uomo dopo una puntura di pappataci. Questa febbre è causata da Arbovirus trasmessi attraverso questi insetti.
Il virus entra nei pappataci dopo aver punto un individuo infetto e può essere trasmesso ad altri individui sani durante un successivo pasto di sangue.
La malattia si manifesta principalmente nei mesi estivi, motivo per cui è anche chiamata “febbre estiva”. I sintomi sono simili a quelli influenzali, con febbre (di solito dura tre giorni), mal di testa, debolezza, dolori muscolari e articolari, brividi, vertigini e nausea.
Altre malattie infettive trasmesse dai pappataci includono encefaliti, meningiti e meningoencefaliti causate dal virus Toscana. Questo virus, appartenente al gruppo degli Arbovirus, prende il nome dalla regione Toscana, dove è stato isolato per la prima volta.
L’infezione da virus Toscana è associata alla comparsa di patologie del sistema nervoso centrale, soprattutto nei mesi estivi, quando i pappataci sono più attivi. La meningite causata da questo virus tende a essere meno grave rispetto ad altre forme, ma non deve essere sottovalutata. I sintomi includono febbre, forte mal di testa e rigidità del collo.
I pappataci sono insetti simili alle zanzare e appartengono all’ordine dei ditteri. Le femmine sono ematofaghe, il che significa che si nutrono di sangue sia umano che animale.
Gli adulti di pappataci sono molto piccoli, circa 1,5-3 millimetri, con un colore giallognolo e un corpo, incluse le ali, coperto da una fine peluria. Hanno occhi grandi e neri, e le ali pelose hanno una forma lanceolata.
I pappataci non sono in grado di volare controvento, perciò non si allontanano molto dai luoghi di riproduzione. Sono attivi principalmente di notte e preferiscono climi caldi e umidi. In Italia, i pappataci sono diffusi nelle zone costiere, ma anche in aree collinari, a seconda delle temperature.
Durante il giorno, i pappataci si rifugiano in luoghi bui e umidi, come crepe nei muri, tane di animali, sotto fogliame o dentro cortecce. Di notte, escono per nutrirsi di sostanze zuccherine e linfa delle piante, mentre le femmine cercano sangue per riprodursi.
Nonostante abbiano ali, i pappataci non sono abili volatori, e il loro volo è spesso descritto come “saltellante”. Possono vivere sia all’aperto che all’interno delle abitazioni, trovando rifugio dietro mobili, sotto materassi, e in crepe nei muri.
Ecco alcuni consigli per evitare le punture di pappataci e la trasmissione di malattie infettive:
- Arieggiare e illuminare le stanze, specialmente in estate, poiché i pappataci preferiscono ambienti caldi, bui e umidi.
- Installare zanzariere a trama fitta, poiché i pappataci sono più piccoli di altri insetti volanti.
- Usare repellenti specifici per prevenire le punture.
- Riparare crepe o fessure nei muri che possono essere rifugi per i pappataci.
- Mantenere il giardino pulito, eliminando ristagni d’acqua, fogliame e residui vegetali.
- Se necessario, utilizzare insetticidi specifici come i piretroidi, con cautela in presenza di gatti, poiché sono tossici per i felini.
Per prevenire la leishmaniosi nei cani, che può essere fatale, ecco alcuni suggerimenti:
- Vaccinare il cane contro la leishmaniosi.
- Usare repellenti specifici per cani, anche se vaccinati.
- Limitare le passeggiate del cane all’aperto durante le ore crepuscolari e notturne, quando i pappataci sono più attivi.
- Far dormire il cane in casa, se possibile.