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Meningite in Inghilterra, aumentano i casi: cosa sappiamo sul rischio e le cure

Allerta nel sud dell’Inghilterra per un focolaio di meningite B tra studenti: oltre 30 casi, due vittime e campagne vaccinali mirate. Autorità sanitarie in massima vigilanza

Marco Viscomi by Marco Viscomi
20 Marzo 2026
in Notizie
Meningite in Inghilterra

Meningite in Inghilterra | Pixabay @Stephane_Noiret - Saluteweb

Londra, 20 marzo 2026 – Continua a destare preoccupazione il focolaio di meningite meningococcica di tipo B che ha colpito soprattutto giovani e studenti nel sud dell’Inghilterra, in particolare nella contea del Kent. A quasi un anno dall’inizio dell’allerta, le autorità sanitarie britanniche mantengono alta la sorveglianza su questo fenomeno definito “senza precedenti” dalla Uk Health Security Agency (UKHSA). Ad oggi, sono stati confermati oltre 30 casi sospetti correlati, con due giovani vittime nel 2025, entrambe studenti universitari di età compresa tra 18 e 21 anni. Le misure di prevenzione e la campagna vaccinale mirata proseguono con impegno, mentre si approfondiscono gli aspetti clinici e epidemiologici della malattia.

Il focolaio nel Kent e le misure di contenimento

Il primo focolaio è stato identificato al Club Chemistry di Canterbury, una città universitaria storica e popolosa, dove diversi giovani sono stati ricoverati con sintomi gravi riconducibili alla meningite meningococcica. Il contagio si è poi esteso ad altri ambienti scolastici e universitari del Kent e, seppur in misura minore, a Londra. La trasmissione avviene tramite contatto ravvicinato, tipicamente attraverso le goccioline di saliva emesse da persone infette, rendendo i locali notturni e i campus universitari ambienti ad alto rischio.

Dal 18 marzo 2025 è in vigore lo stato di allerta sanitaria pubblica che obbliga i medici del Servizio sanitario nazionale britannico (NHS) a segnalare immediatamente ogni sospetto. Il primo ministro Keir Starmer e il ministro della Salute Wes Streeting hanno espresso pubblicamente l’appello alla popolazione giovane affinché si sottoponga a vaccinazione e, se necessario, a terapia antibiotica preventiva.

Meningite tubercolare
Meningite tubercolare | Pixabay @Chinnapong – Saluteweb

Caratteristiche cliniche e diagnosi della meningite

La meningite è un’infiammazione delle meningi, le membrane che avvolgono e proteggono l’encefalo e il midollo spinale. Può essere di origine virale, batterica o fungina, ma è la forma batterica, in particolare quella causata dal meningococco di gruppo B (MenB), ad essere la più pericolosa, potendo portare a sepsi, danni neurologici permanenti e morte se non trattata tempestivamente. La malattia meningococcica invasiva (IMD), che include meningite e setticemia, rappresenta la forma più grave e letale.

I sintomi tipici includono febbre alta, cefalea intensa, rigidità nucale, vomito, fotofobia e alterazioni dello stato di coscienza. Nei neonati o nei bambini piccoli, i segnali possono essere meno specifici, come irritabilità, sonnolenza e scarso appetito. La diagnosi si basa sull’analisi del liquido cerebrospinale prelevato tramite puntura lombare e sull’identificazione del patogeno mediante esami microbiologici.

Vaccinazione e strategie di prevenzione

Il Regno Unito ha avviato una campagna vaccinale rivolta principalmente agli studenti universitari e agli adolescenti delle scuole superiori nelle aree colpite. Attualmente sono circa 5.000 le persone coinvolte direttamente, ma l’estensione della campagna a un numero maggiore di giovani è in discussione, considerata la recrudescenza dei casi. Il vaccino contro il meningococco B, offerto gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale, ha dimostrato un’efficacia dell’83% nella prevenzione delle forme invasive tra i bambini, ma rimangono dubbi sulla durata della protezione, che secondo alcune ricerche dura alcuni anni ma non tutta la vita.

L’UKHSA precisa che il vaccino previene la malattia nel soggetto vaccinato ma non impedisce completamente la trasmissione del batterio ad altri individui. Inoltre, è disponibile anche il vaccino contro la meningite ACWY, che protegge da altri sierogruppi di meningococco e viene offerto ai ragazzi tra i 13 e i 25 anni.

Il Comitato Congiunto per la Vaccinazione e l’Immunizzazione (JCVI) sta rivedendo le raccomandazioni relative all’ampliamento delle vaccinazioni per includere più ampie fasce di età, in risposta al focolaio attuale e ai rischi associati.

Contesto epidemiologico globale e rischio per l’Unione Europea

La meningite meningococcica è una malattia che può manifestarsi in focolai epidemici, soprattutto in ambienti dove molte persone convivono a stretto contatto, come caserme, campus universitari e durante grandi eventi sociali o religiosi. Storicamente, l’Africa subsahariana rappresenta la “fascia della meningite” con i tassi più alti, ma anche in Europa il meningococco di gruppo B è il più comune.

Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), il rischio che l’attuale epidemia nel Regno Unito possa diffondersi in modo significativo nell’Unione Europea è molto basso, data la bassa probabilità di esposizione diretta e le efficaci misure di controllo in atto.

La meningite: un approfondimento scientifico

La meningite rappresenta la più frequente sindrome infettiva del sistema nervoso centrale. Le meningi, composte da dura madre, aracnoide e pia madre, sono le membrane che proteggono l’encefalo e il midollo spinale, e la loro infiammazione può avere cause infettive, neoplastiche o autoimmuni. Le forme acute possono rappresentare emergenze mediche, con quadri clinici che variano dall’asintomatico al fulminante.

Il trattamento tempestivo con antibiotici e in alcuni casi antivirali, associato a corticosteroidi per limitare la risposta infiammatoria, è fondamentale per ridurre mortalità e complicanze, che possono includere sordità, epilessia, idrocefalo e deficit cognitivi.

In epoca moderna, i vaccini hanno ridotto drasticamente la diffusione di alcune forme di meningite, come quella causata da Haemophilus influenzae di tipo B. Tuttavia, la lotta contro il meningococco B, ancora responsabile di numerosi casi gravi, continua a rappresentare una sfida per la sanità pubblica globale.

L’attenzione resta alta nel Regno Unito e nel mondo, con le autorità sanitarie impegnate a monitorare, prevenire e curare questa grave malattia per proteggere soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione.

Tags: Meningite
Marco Viscomi

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