Intestino in difficoltà? Le abitudini quotidiane sbagliate che causano gonfiore

Aria stomaco.

Gonfiore e tensione: Il disagio che l'aria intrappolata nello stomaco può causare. www.saluteweb.it

Alessandro Bolzani

11 Febbraio 2026

Il gonfiore addominale non è solo un fastidio passeggero, ma un segnale che spesso racconta molto delle nostre abitudini quotidiane. Nella maggior parte dei casi non si tratta di patologie complesse, bensì di comportamenti ripetuti ogni giorno che finiscono per alterare l’equilibrio della digestione. Dalla velocità con cui consumiamo i pasti alla gestione dello stress, sono diversi i fattori che possono incidere sulla regolarità intestinale e amplificare la sensazione di tensione e pesantezza.

Mangiare in fretta può causare il gonfiore

Tra le cause più frequenti di gonfiore c’è l’abitudine di consumare i pasti rapidamente. La digestione inizia già in bocca grazie agli enzimi presenti nella saliva: quando si mastica poco e male, questa prima fase viene compromessa. Non solo. Ingerire il cibo con troppa velocità comporta anche l’introduzione involontaria di aria, un fenomeno noto come aerofagia, che può provocare una distensione addominale quasi immediata dopo aver mangiato.

A questo si aggiunge un aspetto fisiologico spesso sottovalutato: il cervello impiega circa venti minuti per registrare il senso di sazietà. Se si mangia di corsa, è facile superare il fabbisogno reale, sovraccaricando l’apparato gastrointestinale e rallentando il transito. Anche abitudini apparentemente innocue, come masticare frequentemente gomme o bere bevande gassate durante i pasti, contribuiscono all’accumulo di gas nel lume intestinale, peggiorando il gonfiore.

Fibre sì, ma solo con la giusta idratazione

Quando si parla di irregolarità intestinale, molti pensano di risolvere aumentando drasticamente l’apporto di fibre. Tuttavia, senza un adeguato consumo di liquidi, questa strategia può rivelarsi controproducente. Le fibre sono fondamentali per la salute del microbiota e per stimolare la motilità intestinale, ma necessitano di acqua per svolgere correttamente la loro funzione.

In particolare, quelle insolubili, se assunte in un contesto di scarsa idratazione, possono compattarsi e rallentare il transito, favorendo fermentazioni e generando dolore e tensione addominale. Un discorso analogo riguarda i dolcificanti artificiali, come i polialcoli contenuti in molti prodotti “senza zucchero”. Queste sostanze non vengono completamente assorbite nell’intestino tenue e, una volta nel colon, richiamano acqua per osmosi e vengono fermentate dai batteri, con conseguente produzione di gas e alterazioni della consistenza delle feci. Limitare i prodotti processati e privilegiare fonti naturali di fibre, accompagnandole a un’idratazione costante durante la giornata, rappresenta una scelta più equilibrata.

Poca attività fisica e troppi zuccheri possono causare il gonfiore

L’intestino è un organo muscolare che risponde in modo diretto al livello di movimento quotidiano. Restare seduti per molte ore, soprattutto dopo i pasti principali, favorisce il ristagno del contenuto intestinale e accentua la sensazione di gonfiore. Anche una camminata leggera può stimolare la peristalsi e facilitare l’eliminazione dei gas, agendo come una sorta di massaggio naturale per i visceri.

Parallelamente, un’alimentazione ricca di zuccheri raffinati e farine bianche può alterare l’equilibrio della flora batterica. Gli alimenti ad alto indice glicemico favoriscono la proliferazione di batteri che producono gas come sottoprodotto metabolico, contribuendo alla distensione addominale. Ridurre gli zuccheri semplici non aiuta solo a mantenere il peso sotto controllo, ma può anche limitare quell’infiammazione di basso grado che spesso accompagna i disturbi funzionali intestinali.

Stress, ritmi irregolari e uso improprio di lassativi

Il legame tra mente e intestino è sempre più evidente. L’asse intestino-cervello regola in modo stretto la motilità e la funzione digestiva. Situazioni di stress cronico o orari dei pasti disordinati possono interferire con questo equilibrio. Gli ormoni dello stress, come cortisolo e adrenalina, sono in grado di modificare la velocità della digestione, rallentandola o accelerandola improvvisamente e causando un’alternanza dell’alvo spesso fastidiosa.

Un’altra abitudine rischiosa è il ricorso autonomo ai lassativi. L’uso prolungato senza supervisione medica può irritare la mucosa intestinale e indurre una sorta di dipendenza funzionale, rendendo l’intestino meno reattivo agli stimoli naturali. Per favorire la regolarità è fondamentale mantenere orari costanti, rispettare i segnali fisiologici del corpo e rivolgersi a un professionista sanitario se i sintomi persistono o si associano a campanelli d’allarme come calo ponderale involontario o presenza di sangue nelle feci. Solo una valutazione medica può escludere eventuali patologie sottostanti e impostare un percorso adeguato.

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