Influenza aviaria, dichiarata lo stato d’emergenza

Influenza aviaria

Influenza aviaria | Pixabay @JUN_LI - Saluteweb

Redazione

25 Febbraio 2026

(Montevideo, 25 febbraio 2026) – Il governo dell’Uruguay ha ufficialmente dichiarato l’emergenza sanitaria nazionale a seguito della rilevazione di casi di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) nel territorio. I focolai sono stati individuati principalmente tra le specie selvatiche nei dipartimenti costieri di Maldonado, Rocha e Canelones.

Misure di contenimento per l’aviaria

Il Ministero dell’Agricoltura e della Pesca ha reso noto un comunicato ufficiale nel quale si sottolinea la gravità della situazione: “Il ministero ha deciso di dichiarare l’emergenza sanitaria in tutto il territorio nazionale in seguito al ritrovamento di influenza aviaria ad alta patogenicità H5 in specie selvatiche”. Per limitare la diffusione del virus, le autorità uruguaiane hanno disposto restrizioni rigorose sugli spostamenti degli uccelli da cortile non monitorati, imponendo che vengano alloggiati in strutture chiuse e coperte. Inoltre, sono state sospese preventivamente tutte le fiere e le esposizioni avicole.

Gli allevatori sono stati invitati a intensificare le pratiche di disinfezione, utilizzare indumenti da lavoro esclusivi e segnalare prontamente ogni caso sospetto, evitando di manipolare animali malati. Il ministero ha inoltre rassicurato la popolazione che “la malattia non si trasmette attraverso il consumo di carne di pollame o uova”.

Contesto internazionale e situazione attuale

L’influenza aviaria rappresenta un problema crescente a livello globale, con epidemie che si sono estese in diversi continenti, coinvolgendo sia gli uccelli selvatici che quelli allevati. Nel corso dell’ultimo anno, sono stati segnalati focolai in Sud America, con paesi come Argentina, Perù, Ecuador, Bolivia e ora Uruguay, che hanno dichiarato emergenze sanitarie. La situazione ha provocato un innalzamento dei prezzi delle uova e ha portato a misure drastiche di abbattimento di milioni di volatili in tutto il mondo.

In particolare, la difficoltà nel contenimento del virus ha spinto molti governi a valutare campagne vaccinali di massa, nonostante i limiti legati alla variabilità dei ceppi virali e alla possibile endemizzazione dell’infezione. Anche in Europa e negli Stati Uniti, dove la malattia ha colpito allevamenti intensivi, si stanno adottando misure preventive e strategie di sorveglianza rafforzata.

In Italia, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha segnalato un aumento dei casi tra gli uccelli selvatici e una situazione migliorata negli allevamenti, grazie a una stretta collaborazione tra ministero, regioni e mondo produttivo. Tuttavia, la circolazione virale nella fauna selvatica e la sorveglianza tra i mammiferi restano elementi di grande attenzione per la sanità animale e pubblica.

Il quadro epidemiologico attuale evidenzia la necessità di monitorare costantemente la diffusione dell’influenza aviaria e di mantenere alto il livello di allerta per prevenire eventuali impatti economici e sanitari più gravi.

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