Il sesso prima di una gara: tra miti, tabù e benefici per lo sport

Sesso prima di un'attività sportiva

Sesso prima di un'attività sportiva | Unsplash @Annie Spratt

Marco Viscomi

13 Febbraio 2026

Una ricerca italiana dimostra che l’attività sessuale migliora la qualità del sonno negli atleti senza compromettere le prestazioni sportive, sfatando vecchi tabù

 

Lugano, 13 febbraio 2026 – Uno studio innovativo condotto da Jacopo Vitale, ricercatore di spicco nel campo delle scienze motorie e del sonno applicato allo sport presso il LaMSS dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, ha confermato l’efficacia positiva dell’attività sessuale sulla qualità del sonno negli atleti, sfatando il mito che il sesso prima di una competizione sportiva possa nuocere alla performance. La ricerca, pubblicata sull’International Journal of Sports Physiology and Performance, ha coinvolto 164 atleti competitivi italiani, uomini e donne di età compresa tra 18 e 40 anni, provenienti da discipline individuali e di squadra.

L’influenza dell’attività sessuale sul sonno degli atleti

Il lavoro di Jacopo Vitale, noto per il suo contributo alla gestione del sonno di campioni come Gianmarco Tamberi, campione olimpico e mondiale del salto in alto, ha messo in luce che il 77,8% degli atleti intervistati percepisce un impatto positivo del sesso sul riposo notturno. Nello specifico, il 67,7% ha dichiarato che un rapporto sessuale con orgasmo migliora la qualità del sonno, mentre il 58,4% ha riscontrato una maggiore rapidità nell’addormentamento dopo un rapporto completo. Anche la masturbazione con orgasmo ha effetti positivi, seppure meno marcati, con quasi la metà degli intervistati che ne ha beneficiato.

Dal punto di vista della performance sportiva, invece, la maggior parte degli atleti non ha segnalato alcun effetto negativo legato all’attività sessuale della notte precedente una gara o un allenamento intenso. Solo il 2% ha riportato un impatto negativo, confermando così che la convinzione popolare di evitare il sesso prima della competizione non trova riscontro scientifico. La spiegazione fisiologica è legata al rilascio di ormoni come ossitocina e prolattina durante l’orgasmo, sostanze che favoriscono il rilassamento e abbassano i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, creando condizioni ottimali per il sonno e il recupero.

Sesso, differenze di genere e prospettive future della ricerca

Un dato interessante emerso dallo studio riguarda le differenze di genere nella frequenza e nella qualità dell’orgasmo: gli uomini mostrano una maggiore facilità e frequenza nel raggiungerlo rispetto alle donne, sia durante il rapporto sessuale di coppia sia nella masturbazione. Jacopo Vitale sottolinea come questo aspetto meriti ulteriori approfondimenti, poiché un più alto tasso di orgasmo potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo per gli atleti maschi in termini di recupero notturno.

La fase sperimentale futura prevede inoltre il monitoraggio oggettivo attraverso misurazioni fisiologiche, come il dosaggio degli ormoni salivari e il controllo del sonno tramite actigrafia, per validare i dati soggettivi raccolti con i questionari e offrire una base scientifica ancora più solida per le strategie di ottimizzazione del recupero negli sportivi di alto livello.

L’esperienza di Gianmarco Tamberi e il ruolo di Jacopo Vitale

Il noto altista italiano Gianmarco Tamberi, campione olimpico a Tokyo 2020 e campione mondiale a Budapest 2023, è tra gli atleti che hanno beneficiato direttamente delle indicazioni di Jacopo Vitale. Tamberi, noto per il suo stile distintivo e i numerosi successi internazionali – tra cui detiene il record nazionale di salto in alto con 2,39 metri – ha migliorato le proprie performance grazie a un approccio scientifico mirato alla qualità del sonno e al recupero fisico.

Jacopo Vitale, responsabile del LaMSS e docente presso la Scuola dello Sport del CONI, è uno dei maggiori esperti italiani nel campo della cronobiologia applicata allo sport. Grazie alla sua esperienza internazionale e al contributo scientifico, ha supportato numerosi atleti olimpici, tra cui la squadra italiana di atletica leggera, con cui ha collaborato durante le Olimpiadi di Tokyo, contribuendo al conseguimento di tre medaglie d’oro.

L’applicazione di queste scoperte rivoluziona l’approccio tradizionale degli allenatori e dei tecnici sportivi, che potranno integrare l’attività sessuale come parte di una strategia complessiva di benessere e recupero, in particolare nelle fasi di preparazione e competizione ad alto livello.

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