Possibile svolta nella prevenzione della recidiva nei casi di ictus: ecco tutto ciò che c’è da sapere a riguardo
Un importante passo avanti nella prevenzione delle recidive dell’ictus ischemico è stato annunciato grazie ai risultati dello studio internazionale Oceanic Stroke, che ha dimostrato come un farmaco sperimentale, l’Asundexian, possa ridurre del 26% il rischio di nuovi episodi ischemici. Il trial, coordinato in Italia dall’Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, ha coinvolto 22 centri clinici italiani e oltre 12mila pazienti a livello globale.
La svolta terapeutica dell’Asundexian nella prevenzione dell’ictus ischemico
L’Asundexian appartiene a una nuova classe di antitrombotici che agiscono come inibitori del fattore XIa della coagulazione. Questa strategia innovativa si posiziona a metà strada tra le tradizionali terapie antiaggreganti—come l’aspirina—e gli anticoagulanti, offrendo un’efficace riduzione del rischio trombotico senza aumentare contestualmente il rischio di sanguinamenti maggiori. Questo è un aspetto cruciale poiché, nei pazienti già a rischio, un eccesso di anticoagulazione può portare a complicanze emorragiche gravi.
Il farmaco è stato somministrato in aggiunta alla terapia antiaggregante standard e risulta particolarmente efficace se iniziato entro 72 ore dall’evento ischemico. «L’efficacia del farmaco è tra le più rilevanti mai dimostrate in questo ambito», ha dichiarato il dottor Andrea Zini, Principal Investigator dello studio e Direttore della UOC Neurologia e Rete Stroke Metropolitana dell’Ospedale Maggiore di Bologna, nonché autore principale della pubblicazione uscita sul New England Journal of Medicine.
Il ruolo di Bologna e dell’Italia nello studio internazionale Oceanic Stroke
L’Italia ha avuto un ruolo di primo piano nella sperimentazione, con il coordinamento dell’Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna che ha diretto l’attività di 22 centri clinici coinvolgendo circa 400 pazienti, di cui una cinquantina arruolati presso l’Ospedale Maggiore di Bologna. Lo studio, sponsorizzato da Bayer e coordinato a livello mondiale dal Population Health Research Institute e dalla McMaster University in Canada, rappresenta un modello virtuoso di collaborazione internazionale.
Prospettive future e impatti socio-economici
L’ictus rappresenta la seconda causa di morte a livello globale e uno dei principali fattori di disabilità permanente. In Italia, un paziente su cinque che ha subito un ictus ischemico rischia una recidiva entro cinque anni, spesso con esiti peggiori. La riduzione del rischio di recidiva offerta dall’Asundexian potrebbe quindi tradursi in un miglioramento significativo della qualità di vita di migliaia di persone.
Dal punto di vista economico, la diminuzione delle ricadute comporta anche una riduzione dei costi sanitari, legati a ricoveri, trattamenti e riabilitazione, oltre a mitigare il peso sociale e familiare correlato a queste patologie. Attualmente il farmaco è in fase di approvazione presso FDA ed EMA, con una possibile disponibilità clinica prevista per il 2028.
