Ictus: la dieta mediterranea come alleato per la prevenzione

Dieta mediterranea e ictus

Dieta mediterranea e ictus | Pixabay @Aamulya - Saluteweb

Federico Liberi

22 Febbraio 2026

Un nuovo studio su oltre 100.000 donne conferma che seguire la dieta mediterranea riduce il rischio di ictus: i dettagli

Un recente studio del City of Hope Comprehensive Cancer Center ha confermato il ruolo cruciale della dieta mediterranea nella prevenzione dell’ictus, in particolare tra le donne. L’analisi, durata oltre 20 anni e condotta su più di 100.000 partecipanti, ha evidenziato una correlazione significativa tra un’alta aderenza a questo modello alimentare e una riduzione degli eventi cerebrovascolari.

La dieta mediterranea e la sua efficacia nella prevenzione dell’ictus

Riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, la dieta mediterranea si basa su un’alimentazione equilibrata e variegata, tipica dei Paesi del bacino mediterraneo come Italia, Grecia, Spagna e Portogallo. Essa privilegia il consumo quotidiano di verdura, frutta fresca, cereali integrali e legumi, accompagnati da latticini magri, frutta secca, semi, erbe aromatiche e olio extravergine d’oliva. Il pesce, le uova e il pollame sono presenti più volte a settimana, mentre carne rossa, salumi e dolci sono limitati a poche occasioni mensili.

L’efficacia protettiva di questa dieta è stata dimostrata anche nello studio PREDIMED, che ha coinvolto oltre 7.400 soggetti ad alto rischio cardiovascolare, evidenziando come l’integrazione con olio extravergine d’oliva riduca del 30% il rischio di infarto, ictus e morte cardiaca. L’olio EVO, ricco di polifenoli e acido oleico, è considerato un alimento funzionale cardine, come sottolineato dalla professoressa Marisa Lisa Clodoveo dell’Università di Bari, che ha partecipato all’edizione 2026 di EVOLIO Expo, evento dedicato proprio al legame tra olio e salute.

I dati epidemiologici sull’ictus e l’importanza della prevenzione

L’ictus cerebrale rappresenta in Italia la terza causa di morte e la prima causa di disabilità. Ogni anno si registrano circa 185.000 nuovi casi, con un’incidenza che aumenta con l’età: il 75% degli ictus colpisce persone oltre i 65 anni. La malattia può essere ischemica, dovuta all’occlusione di un’arteria cerebrale, o emorragica, causata dalla rottura di un vaso sanguigno. Nel 2023, l’incidenza è stata confermata sostanzialmente stabile, ma l’invecchiamento della popolazione rende indispensabile rafforzare le strategie preventive.

I principali fattori di rischio riconosciuti includono ipertensione arteriosa, fumo di tabacco, diabete, obesità e fibrillazione atriale. La prevenzione passa quindi attraverso la gestione di questi fattori e l’adozione di stili di vita salutari, tra cui l’alimentazione.

Il contributo dello studio del City of Hope alla conoscenza dell’ictus

La ricerca del City of Hope ha coinvolto 105.614 donne con età media di 53 anni, senza precedenti ictus. Ai partecipanti è stato assegnato un punteggio da 0 a 9 in base alla loro aderenza alla dieta mediterranea. Nel corso di 21 anni sono stati registrati 4.083 casi di ictus, di cui la maggior parte ischemici. Anche dopo aver corretto per vari fattori di rischio come fumo, sedentarietà e ipertensione, l’associazione tra dieta mediterranea e riduzione del rischio di ictus è risultata significativa.

Questo studio si aggiunge a un solido corpus di evidenze scientifiche che confermano come la dieta mediterranea sia un valido alleato nella prevenzione primaria e secondaria delle malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, con importanti ricadute positive sulla salute pubblica.

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