Crans-Montana, 3 gennaio 2026 – Dopo la tragica notte del 1° gennaio, quando un incendio scoppiato nel bar Le Constellation ha provocato numerose vittime, diversi giovani rimasti vittime di gravi ustioni sono stati trasferiti in strutture ospedaliere specializzate in Italia, dove ricevono cure adeguate e tempestive. La situazione resta delicata e richiede un intervento medico di alta specializzazione, come spiegato da Franco Bassetto, professore di chirurgia plastica e direttore del Centro grandi ustionati dell’Azienda Ospedaliera di Padova.
L’emergenza ustioni a Crans-Montana e la risposta italiana
Il comune svizzero di Crans-Montana, noto per la sua rinomata stazione sciistica e per eventi internazionali come il Caprices Festival e i futuri Campionati mondiali di sci alpino FIS del 2027, è oggi al centro dell’attenzione per una tragedia che ha coinvolto numerosi giovani. La pronta attivazione dei centri specializzati italiani ha permesso di accogliere i feriti più gravi: i primi pazienti sono stati ricoverati presso l’ospedale Niguarda di Milano, uno dei poli di riferimento in Italia per il trattamento delle ustioni gravi.
Franco Bassetto sottolinea l’importanza di liberare i posti letto dedicati ai grandi ustionati per accogliere i pazienti provenienti dall’estero, mettendo in atto protocolli di emergenza che prevedono la somministrazione di liquidi e il raffreddamento immediato delle lesioni. L’ustione, infatti, non è solo un danno cutaneo ma una vera e propria malattia sistemica che può compromettere altri organi e causare shock emodinamico.
Come si cura un’ustione grave: diagnosi e trattamenti
Le ustioni si classificano in base alla profondità e all’estensione della lesione cutanea: di primo, secondo (superficiale o profondo) e terzo grado, fino al quarto grado quando sono coinvolti tessuti più profondi come muscoli e ossa. La gravità si valuta anche in relazione alla superficie corporea interessata; per esempio, un’ustione grave supera il 20% della superficie in un adulto e il 10% in un bambino, mentre ustioni superiori al 60% sono considerate gravissime.
Il trattamento immediato prevede la valutazione dell’estensione tramite la cosiddetta “Regola del 9 di Wallace”, un metodo che suddivide il corpo in aree corrispondenti al 9% della superficie corporea per calcolare le necessità di liquidi endovenosi. È fondamentale raffreddare le zone ustionate con acqua fredda per evitare l’approfondimento del danno e prevenire complicanze come la formazione di escare che comprimono mani, piedi o il torace, ostacolando la circolazione e la respirazione. In questi casi si ricorre a procedure chirurgiche di escarotomia, incisioni di sollievo per ristabilire la vascolarizzazione e la funzionalità respiratoria.
La gestione clinica prosegue con la rimozione dei tessuti necrotici, indispensabile per prevenire infezioni e sepsi, seconda causa di mortalità tra gli ustionati. L’intervento chirurgico prevede innesti cutanei, preferibilmente autologhi, prelevati da zone non lesionate, ma in assenza di pelle sufficiente si può ricorrere a innesti da donatore o pelle conservata in banca dei tessuti.
Le sfide del recupero e l’importanza dei centri specialistici
Il decorso post-ustione varia in base alla gravità e all’età del paziente. Ustioni di lieve entità possono essere gestite in regime ambulatoriale, con medicazioni e idratazione, mentre ustioni superiori al 10% nella popolazione pediatrica o al 20% negli adulti richiedono il ricovero in reparti specializzati. Questi centri, presenti in diverse città italiane come Milano, Padova, Torino, Genova, Firenze, Napoli, Roma, Bari, Sassari e Catania, garantiscono un approccio multidisciplinare che comprende chirurgia plastica, terapia intensiva, riabilitazione e supporto psicologico.
Un aspetto cruciale è la prognosi, che viene affinata dopo circa 72 ore dall’evento, quando si può valutare con maggiore precisione l’estensione e la profondità delle lesioni. I bambini, per le loro caratteristiche fisiologiche, sono particolarmente vulnerabili e necessitano di cure attente e personalizzate.
Franco Bassetto mette in guardia anche sui comportamenti da evitare: applicare pomate o rimedi casalinghi può impedire il raffreddamento necessario e aumentare il rischio di infezioni. È consigliato invece il semplice utilizzo di impacchi con soluzione fisiologica e la gestione accurata delle vesciche, che non devono essere rimosse ma solo incise se necessario per drenare il liquido.
Ustioni: un problema globale con sfide mediche complesse
Le ustioni rappresentano una patologia di rilievo mondiale, con circa 11 milioni di casi che richiedono assistenza medica ogni anno e 300.000 decessi stimati a livello globale. Le cause più comuni sono ustioni termiche da fiamme, liquidi caldi e oggetti roventi, ma possono derivare anche da sostanze chimiche, elettricità e radiazioni. Nei paesi industrializzati come gli Stati Uniti, l’incidenza maggiore si registra tra i giovani adulti maschi, mentre nei paesi in via di sviluppo le donne sono spesso più colpite, soprattutto a causa di incidenti domestici o violenze.
La prevenzione rimane un obiettivo prioritario, così come il miglioramento delle terapie e il supporto alle vittime, che spesso affrontano lunghi percorsi di riabilitazione e reinserimento sociale. I progressi nella chirurgia plastica ricostruttiva e nella gestione delle complicanze hanno significativamente migliorato la sopravvivenza e la qualità della vita dei pazienti ustionati.
Intanto, la comunità di Crans-Montana continua a fare i conti con le conseguenze di questa tragedia, mentre le strutture sanitarie italiane si confermano un punto di riferimento fondamentale per la cura di queste emergenze così complesse e delicate.
