Il Disturbo da Gioco d’Azzardo non è soltanto una difficoltà nel controllo degli impulsi, ma una vera e propria dipendenza comportamentale, con ricadute cliniche, psicologiche e sociali. In questo quadro si è inserito l’incontro ospitato alla Fiera di Rimini in occasione di Enada Primavera 2026, dove il confronto tra specialisti, rappresentanti istituzionali e operatori del settore si è concentrato sul ruolo della prevenzione e sugli strumenti capaci di favorire una maggiore autoconsapevolezza. Ad avvalorare l’iniziativa anche il contributo di Walter Zenga, storico portiere e allenatore, oggi Ambassador di NOVOMATIC Italia. Da qui nasce “Usa la Testa”, app mobile gratuita e anonima, pensata per offrire test di autovalutazione, timer, contenuti informativi e accesso ai servizi di supporto sul territorio.
IL DGA OGGI COME QUESTIONE DI SALUTE PUBBLICA
Il Disturbo da Gioco d’Azzardo rientra oggi nell’area delle dipendenze comportamentali, come riconosciuto anche dal DSM-5, e richiede quindi di essere affrontato non solo sul piano sociale o regolatorio, ma anche come tema di salute pubblica. In quest’ottica, il gioco problematico viene letto come una condizione persistente e recidivante, capace di incidere sulla qualità della vita, sulle relazioni familiari, sulla stabilità economica e sul benessere psicologico delle persone coinvolte.
SONO 18 MILIONI GLI ITALIANI CHE “GIOCANO”
A conferma della dimensione del fenomeno, il Rapporto ISTISAN 19/28 dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato nel 2019 su dati raccolti nel 2017, segnala che il 36,4% della popolazione adulta italiana, pari a circa 18,4 milioni di persone, ha dichiarato di aver praticato gioco d’azzardo con vincita in denaro almeno una volta nei 12 mesi precedenti: un dato che descrive la diffusione del comportamento di gioco nella popolazione generale adulta e non la prevalenza del Disturbo da Gioco d’Azzardo. Una quota più limitata ma significativa presenta caratteristiche di problematicità: il 3% secondo lo studio dell’ISS su dati 2018 e il 4% secondo lo studio IPSAD richiamato nel 2023, riferito alla popolazione 18-84 anni. Si tratta, anche in questo caso, di stime relative a comportamenti di gioco problematico o a rischio, non automaticamente sovrapponibili a una diagnosi clinica di Disturbo da Gioco d’Azzardo.
“Il disturbo da gioco d’azzardo è riconosciuto come una dipendenza comportamentale e rappresenta un tema rilevante sul piano clinico e sociale – osserva il prof. Gianluca Bruti, Presidente EurekAcademy ETS, dottore di ricerca in neuroscienze e chirurgia maxillo-facciale Università La Sapienza, Roma – Almeno il 60% degli italiani ha esperienza di gioco, mentre oltre un milione di persone presenterebbe forme problematiche o comunque meritevoli di attenzione clinica; tra i più giovani l’esposizione al gioco è particolarmente sensibile. Questo fenomeno pertanto non può più essere relegato ai margini del dibattito pubblico e sanitario. Strumenti digitali semplici e accessibili possono offrire un supporto utile alla prevenzione, aiutando le persone a sviluppare maggiore consapevolezza dei propri comportamenti e a orientarsi, se necessario, verso servizi e percorsi di supporto. La consapevolezza è il primo passaggio per distinguere tra gioco responsabile e comportamento patologico”.
PREVENZIONE: LAVORARE PRIMA CHE IL PROBLEMA DIVENTI CONCLAMATO
Uno dei messaggi raccomandati dagli specialisti riguarda la necessità di spostare l’attenzione sulla prevenzione, aiutando le persone a riconoscere precocemente segnali di rischio, abitudini disfunzionali e perdita progressiva di controllo. In questa prospettiva è stata presentata “Usa la Testa”, app mobile sviluppata come strumento semplice, immediato e completamente anonimo, senza registrazione e senza raccolta di dati personali, riservata a utenti maggiorenni.
L’app raccoglie in un unico ambiente digitale una serie di funzioni orientate alla consapevolezza: test di autovalutazione, consigli pratici, timer per monitorare il tempo di gioco, consultazione di contenuti informativi, contatti utili e geolocalizzazione dei SerD e degli sportelli di ascolto. Tra gli elementi centrali vi è il test anonimo basato sul Problem Gambling Severity Index, che consente di restituire all’utente un primo inquadramento in quattro profili di rischio. Accanto a questo, l’app mette in evidenza risorse di supporto gratuite, tra cui il Numero Verde nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità e i riferimenti territoriali dei SerD, il numero verde dell’Associazione Konsumer Italia, con l’obiettivo di trasformare lo smartphone in un punto di accesso semplice a informazioni validate e canali di orientamento. Sono inoltre previste, nelle release successive, funzioni ulteriori come chatbot informativo e contenuti di edutainment.
“Con ‘Usa la Testa’ abbiamo voluto mettere a disposizione delle persone uno strumento concreto, immediato e accessibile, pensato per accompagnare il rapporto con il gioco in modo più consapevole -spiega Mara Di Lecce, Direttrice Comunicazione e Marketing Novomatic Italia – L’obiettivo è offrire un supporto semplice e anonimo che favorisca informazione, autoconsapevolezza e orientamento, in una logica di responsabilità condivisa e di attenzione verso il giocatore. Abbiamo scelto una tecnologia leggera, non invasiva, utilizzabile in autonomia, proprio perché la prevenzione passa anche dalla capacità di divertirsi consapevolmente, saper leggere i propri comportamenti ma anche sapere dove trovare aiuto, se necessario”.
WALTER ZENGA AMBASSADOR DEL GIOCO RESPONSABILE
Il messaggio in favore del gioco responsabile è stato sottolineato dal testimonial Walter Zenga, e dai parlamentari intervenuti, la Sen. Elena Murelli, membro della 10ª Commissione (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), che ha parlato di tutela dei giocatori, e l’On. Saverio Congedo, membro della VI Commissione (Finanze), che ha analizzato l’importanza del gioco e degli operatori legali.
“Nella mia carriera ho imparato che il vero successo nasce dall’equilibrio: tra istinto e disciplina, tra passione e consapevolezza – ha affermato Walter Zenga – Nello sport, come nella vita, non è importante solo entrare in campo, ma farlo con la testa giusta. È lo stesso principio che guida il Gioco Responsabile. I valori dello sport, rispetto delle regole, autocontrollo, capacità di riconoscere i propri limiti e di chiedere supporto quando serve – sono gli stessi che ritrovo in questo progetto. Usa la Testa aiuta a mantenere questo equilibrio, proprio come un buon allenatore o una squadra unita fanno con un atleta. Essere Ambassador significa mettere la mia esperienza al servizio di un messaggio semplice ma fondamentale: il gioco può essere un momento di divertimento, ma solo se vissuto con consapevolezza. E accompagnare i giocatori in questo percorso è una responsabilità che condividiamo tutti”.
