Roma, 10 gennaio 2026 – Con l’avvio dei mesi più freddi dell’anno, in Italia si registra un aumento significativo dei casi di gastroenterite virale, comunemente nota come influenza intestinale o virus intestinale. Questa condizione, distinta dall’influenza respiratoria stagionale, è causata da diversi virus che attaccano il tratto gastrointestinale, tra cui i più frequenti sono i norovirus, i rotavirus, gli adenovirus enterici e gli astrovirus. La contemporanea diffusione di virus respiratori influenzali, come evidenziato dai dati recenti dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), complica la diagnosi, poiché i sintomi possono sovrapporsi, rendendo essenziale un’attenta valutazione clinica e l’adozione di misure preventive efficaci.
Gastroenterite virale: cause, trasmissione e sintomi
La gastroenterite virale è un’infiammazione del tratto intestinale che provoca sintomi quali diarrea acquosa, nausea, vomito, crampi addominali e, in alcuni casi, febbre lieve. È importante sottolineare che, nonostante il termine comune “influenza intestinale”, questa patologia non è correlata al virus influenzale respiratorio responsabile dell’influenza stagionale. I virus responsabili danneggiano le cellule intestinali compromettendo l’equilibrio idrico, con conseguente perdita di liquidi e rischio di disidratazione, specie nei soggetti più vulnerabili come bambini piccoli, anziani e immunodepressi.
La trasmissione avviene principalmente per via oro-fecale, attraverso il contatto diretto con persone infette, superfici contaminate o alimenti e acqua inquinati. In particolare, il norovirus si diffonde anche attraverso l’aerosol generato dal vomito, rendendo la contagiosità particolarmente elevata in ambienti chiusi e affollati come scuole, ospedali e case di cura. Il periodo d’incubazione varia da 12 a 48 ore e la contagiosità può protrarsi fino a due settimane dopo la scomparsa dei sintomi.
Norovirus: il virus più diffuso e le strategie di prevenzione
Il norovirus, identificato per la prima volta a Norwalk (Ohio) nel 1968, è il principale agente causale delle epidemie di gastroenterite virale in tutto il mondo. È un virus altamente infettivo, bastano poche particelle per innescare l’infezione, che si manifesta con vomito, diarrea acquosa, dolori addominali, febbre bassa e malessere generale. La malattia dura generalmente dai 1 ai 3 giorni e, sebbene raramente porti a complicanze gravi, la disidratazione rimane il rischio più significativo, in particolare per i bambini e gli anziani.
Non esistono vaccini o trattamenti specifici per il norovirus; la gestione si basa su cure di supporto, principalmente la reidratazione con soluzioni orali o, in casi più severi, endovenosa. La prevenzione si fonda su rigorose norme igieniche: il lavaggio accurato delle mani con acqua e sapone rimane la misura più efficace, accompagnato dalla disinfezione delle superfici contaminate e dall’isolamento dei soggetti malati per ridurre la diffusione del virus.
Influenza stagionale: aggiornamenti sulla situazione in Italia
Parallelamente alla diffusione dei virus intestinali, la stagione influenzale in Italia è entrata nella fase di massimo picco, con una elevata circolazione dei virus respiratori di tipo A e B. I virus dell’influenza, appartenenti alla famiglia degli Orthomyxoviridae, si trasmettono principalmente per via aerea, tramite goccioline di saliva emesse con tosse e starnuti, e per contatto diretto con superfici contaminate.
I sintomi tipici dell’influenza includono febbre alta, tosse secca, dolori muscolari, mal di testa e spossatezza. Meno comuni sono i disturbi gastrointestinali, che spesso vengono scambiati erroneamente per “influenza intestinale”. La vaccinazione annuale rimane la strategia più efficace per prevenire complicanze gravi, soprattutto nelle categorie a rischio come anziani, bambini, donne in gravidanza e persone con malattie croniche.
In questo quadro complesso, la sovrapposizione di virus respiratori influenzali e virus intestinali richiede particolare attenzione nella gestione clinica e nella prevenzione, soprattutto in ambienti comunitari. L’adozione di pratiche igieniche rigorose, la vaccinazione antinfluenzale e la corretta informazione rimangono strumenti fondamentali per contenere la diffusione di queste infezioni.
