Alzheimer, una molecola smart protegge il cervello: ecco come

Una molecola smart protegge il cervello dall'Alzheimer

Una molecola smart protegge il cervello dall'Alzheimer | Pixabay @imaginima - Saluteweb

Federico Liberi

6 Febbraio 2026

Una scoperta italiana apre nuove prospettive nella cura dell’Alzheimer: ecco tutto ciò che c’è da sapere a proposito

Una piccola molecola “smart” battezza una nuova frontiera nella lotta all’Alzheimer: si tratta di Sulfavant A, un composto sintetico ideato dall’Istituto di Chimica Biomolecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Pozzuoli, che sta rivoluzionando l’approccio terapeutico alla malattia neurodegenerativa più diffusa al mondo. I risultati delle sperimentazioni, svolte su colture cellulari e modelli animali, mostrano come questa molecola potenzi le difese innate del cervello, rallentando la formazione delle placche amiloidi e migliorando le funzioni cognitive.

Un cambio di paradigma nella terapia dell’Alzheimer

Lo studio, pubblicato sul Journal of Neuroinflammation e coordinato da Angelo Fontana, direttore del Cnr-Istituto di Chimica Biomolecolare e professore ordinario all’Università Federico II di Napoli, propone una strategia innovativa: non più la mera rimozione delle placche amiloidi, ma la stimolazione del sistema immunitario innato cerebrale. Nello specifico, Sulfavant A agisce sulla microglia, cellule immunitarie fondamentali nel sistema nervoso centrale, regolandone selettivamente l’attività per rafforzare la capacità di eliminare aggregati proteici e detriti cellulari, riducendo così l’infiammazione cronica associata alla progressione del morbo.

Sulfavant A: un adjuvante immunologico multifunzionale

Oltre al suo ruolo neuroprotettivo, Sulfavant A si distingue per la sua capacità di modulare l’immunità innata e adattativa attraverso il legame con il recettore TREM2 presente sulle cellule dendritiche. Questa interazione induce una maturazione non convenzionale di tali cellule, esaltando la loro capacità di migrare nei tessuti linfoidi e di attivare le cellule T senza scatenare risposte infiammatorie dannose. Studi recenti evidenziano come la molecola faciliti inoltre l’attivazione delle cellule natural killer (NK), migliorando l’interazione tra immunità innata e adattativa e aprendo prospettive per terapie immunologiche anche in ambito oncologico e autoimmune.

Collaborazione e prospettive

La ricerca si avvale di una solida rete di eccellenze scientifiche italiane che include, oltre al Cnr di Pozzuoli, gli istituti Cnr di Genetica e Biofisica e di Cristallografia, nonché diverse università e centri di ricerca tra cui la Fondazione Santa Lucia di Roma. Attualmente, il brevetto internazionale sul Sulfavant A è detenuto dal Cnr, e i ricercatori sono in procinto di avviare le prime sperimentazioni cliniche sull’uomo.

I risultati ottenuti sino ad oggi indicano che la modulazione della microglia e l’attivazione regolata dell’immunità possono rappresentare una svolta non solo per l’Alzheimer, ma anche per altre patologie neurodegenerative quali Parkinson e sclerosi multipla, aprendo la strada a nuove terapie “smart” capaci di migliorare significativamente la qualità di vita dei pazienti.

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